Bimbo morto cadendo dal carro di Carnevale, la famiglia: "Indagini carenti"

La Procura di Bologna chiude le indagini per omicidio colposo a carico della madre del piccolo, dell'ingegnere che firmo' il collaudo del mezzo e dell'allestitore

Le immagini scattate il giorno dell'incidente

Indimenticabile la tragedia avvenuta lo scorso Carnevale in via INdipendenza a Bologna, durante la sfilata dei bambini quando il piccolo Gianlorenzo Manchisi, cadde dal carro allegorico sul quale si trovava perdendo la vita a soli due anni e mezzo. 

La Procura di Bologna chiude le indagini per omicidio colposo a carico della madre di Gianlorenzo, dell'ingegner Marco Pasquini, che firmo' il collaudo del mezzo, e dell'allestitore Paolo Canellini.

In una nota, infatti, gli avvocati Annalisa Gaudiello e Mauro Nicastro, che difendono i familiari del bambino, fanno sapere che e' stato emesso "l'avviso di conclusione delle indagini preliminari (atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio, ndr) nei confronti delle tre persone inizialmente indagate", aggiungendo pero' di "ritenere inaccettabile la mancata individuazione di un profilo di responsabilita' colposa nei confronti del Comitato organizzatore e delle istituzioni preposte al controllo".

Questi soggetti, che secondo i legali "dovevano vigilare e garantire la sicurezza e l'incolumita' dei partecipanti al Carnevale, come previsto dal decreto legislativo 222/2016 e dagli articoli 68 e 80 del Testo unico di pubblica sicurezza e 141-bis del Regolamento di attuazione dello stesso", sono rimasti fuori dall'indagine, nonostante "le loro responsabilita' siano emerse in sede di incidente probatorio e non siano state smentite ne' in quella sede, ne' successivamente".

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La nota degli avvocati. Gli avvocati Gaudiello e Nicastro, difensori della famiglia Manchisi, preso atto dell’emissione dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti delle tre persone inizialmente indagate, ritengono inaccettabile la mancata individuazione di un profilo di responsabilità colposa nei confronti del Comitato organizzatore e delle Istituzioni preposte al controllo.

L’indagine ha escluso tali soggetti, che invero erano deputati a vigilare e garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti i partecipanti al Carnevale, come previsto obbligatoriamente dalle disposizioni del d.lgs. 222/2016, dagli art. 68 e 80 del Tulps e 141-bis del Regolamento di attuazione dello stesso. Responsabilità che sono emerse già in sede di incidente probatorio, e non smentite né in quella sede, nè successivamente.

Per tali ragioni la famiglia continuerà a lottare fino a che tutti gli aspetti di questa tragica vicenda non siano debitamente chiariti, in tutte le sedi opportune. I legali procederanno a formalizzare richiesta alla Procura della Repubblica di compimento di ulteriori atti di indagine, attendendo una risposta che motivi giuridicamente le ragioni di tale inconcepibile esclusione.

Ancor più intollerabile, la conferma del nome della madre tra gli indagati, la cui responsabilità era da escludersi sin da principio, come dimostrato dalle prove fornite agli inquirenti dal legale della famiglia ed in particolare dal video che riprende gli istanti precedenti la morte del piccolo Gianlorenzo. 

(Dire) 

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