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Morte del piccolo Alessandro: in attesa dell'autopsia, una veglia di preghiera

Si cerca di capire se in qualche modo ci siano delle responsabilità sul decesso. Intanto la chiesa apre le porte al piccino, anche se non era battezzato

Non è stata ancora fissata la data del funerale di Alessandro, il bimbo di 8 anni morto venerdì scorso nell'appartamento Acer di via Benini. La famiglia dovrà attendere l'esito dell'autopsia disposta dalla magistratura e non ancora effettuata. 

Il piccolo avrebbe forzato una porta-finestra rimasta incastrata, il vetro si è rotto recidendogli l'arteria della gamba e causando la morte per dissanguamento. La Procura starebbe valutando anche la posizione di Acer, visto che la madre del piccino - come riportano  alcuni quotidiani locali - aveva chiesto in passato di sostituire gli infissi, ormai  datati. 

Alessandro era rimasto solo in caso con il nipotino di tre anni, figlio della sorella che aveva accompagnato la madre a fare la spesa nel vicino supermercato, pertanto entrambe sono state denunciate per "abbandono di persone minori" (art. 591 c.p.) ed entrambe hanno già nominato gli avvocati difensori. 

Questa sera alle 21, nella chiesa di San Domenico Savio, in via Andreini, è stata organizzata una veglia di preghiera. Alessandro non era battezzato, ma l'arcivescovo Zuppi ha fatto sapere che le porte della chiesa saranno aperte per dargli l'ultimo saluto. 

Intanto è partita la raccolta fondi, promossa da Lucio Morale, l'allenatore di karate del piccolo al quale è stata conferita la cintura nera ad honorem

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