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Budrio - foto FER

Budrio - foto FER

Emilia-Romagna, linee ferroviarie a 'binario unico': ecco le misure di sicurezza

"Il binario unico - ha detto l'assessore regionale - non comporta di per sé insicurezza". Il reale problema è rappresentato dal "via libera telefonico" che in Puglia ha fatto 23 morti

Dopo la tragedia ferroviaria del 12 luglio scorso in Puglia che ha fatto 23 morti e 50 feriti, si è tenuto ieri l'incontro tra i sindacati e l'Assessore ai Trasporti della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini per fare il punto della situazione sul tema sicurezza.

In Emilia-Romagna sono nove le linee ferroviare a binario unico gestite da FER - Ferrovie Emilia-Romagna: Ferrara-Codigoro, Casalecchio-Vignola, Modena-Sassuolo, Parma-Suzzara, Reggio Emilia-Ciano d'Enza, Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Suzzara-Ferrara e Bologna-Portomaggiore. 

Innalzare gli standard di sicurezza delle linee regionali interne gestite da FER, partendo dalla Reggio-Ciano che risulta essere quella maggiormente distante dagli standard presenti sulla rete nazionale e dotare tutte le linee interne regionali con il sistema SCMT (attualmente su 364 Km di rete 70 Km sono attrezzati), queste le intenzioni di Donini che attende anche lo stanziamento straordinario dei 1,8 miliardi di euro dal Governo, così la Regione investirebbe la parte a lei spettante sulla sicurezza ferroviaria (infrastruttura e mezzi), si legge in una nota delle segreterie regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl Uiltrasporti, UGL A., Faisa Cisal. 

“Il binario unico – ha detto Donini – non comporta di per sé insicurezza. In Svizzera e Germania ci sono un mucchio di binari unici che hanno sistemi evoluti di controllo”, mentre il reale problema è rappresentato dal “via libera telefonico”, con capostazione, macchinista e capotreno che si sentono al telefono per avere il semaforo verde. Questo sistema è presente nella nostra regione solo sulla tratta Reggio-Ciano. 

IL SISTEMA SCMT. Il Sistema controllo marcia treno, già in uso sul 100% delle linee di RFI, pevede un meccanismo per il quale se due treni si avvicinano l’uno all’altro la loro percorrenza viene automaticamente bloccata dai computer. In questo modo si supera l’errore umano: se il conducente ignora il rosso semaforico, il treno si ferma comunque. Per ora solo 70 Km (su 364) sono coperti da questa tecnologia.

Secondo quanto riferisce Budrio Next, che ha interpellato FER, si sta installando il sistema sulla tratta Bologna-Vignola, ma sarebbe previsto un piano per coprire tutta la linea, compresa la Bologna-Portomaggiore, dipende dai finanziamenti che arriveranno dalla Regione, mentre al momento è previsto il sistema di sicurezza chiamato “Blocco conta assi”, che conta le ruote dei veicoli in entrata e in uscita dalle stazioni per capire se un mezzo sta occupando o no una determinata area.

Altri sistemi di sicurezza sono i semafori apposti su tutta la linea che indicano al macchinista se c’è un pericolo. Ci sono nei pressi delle stazioni e 350 metri prima di ogni passaggio a livello: se anche solo la stanga che chiude gli incroci viene abbattuta il semaforo diventa rosso, ma l’errore umano è sempre possibile perchè non ci sono sistemi infallibili, riferiscono, anche se "con queste tecnologie è veramente improbabile e ancora di più lo sarà quando sarà attivo il sistema SCMT”.

E sul raddoppio del binario? “Non è possibile, raddoppierebbero i costi. Per la sicurezza non servono altri binari, basti pensare che gli ultimi due gravi incidenti avvenuti in regione si sono verificati su tratte a doppio binario”.

PASSAGGI A LIVELLO. I sidacatI hanno richiesto un intervento rapido ed efficace per l'eliminazione dei numerosi passaggi a livello (326) presenti sulle linee regionali, problema che impatta enormemente sulla sicurezza ferroviaria/stradale: "Vista la discussione aperta derivante dal Recast Europeo in merito alla gestione della circolazione ferroviaria, non viene ritenuto più procrastinabile la presenza di un solo ente di sorveglianza della sicurezza ferroviaria e quindi lavorare perché anche le reti regionali passino sotto la giurisdizione dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. Per valutare lo stato di avanzamento degli interventi è stato richiesto un tavolo di monitoraggio che segua parallelamente questo processo molto complesso"

La Regione ha così accettato di istituire tavoli di monitoraggio con un primo incontro già programmato per il giorno 8 settembre 2016.

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