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Inchiesta Bio-on: Astorri si dimette da tutte le cariche e non risponde al giudice

I suoi legali hanno spiegato che l'imputato chiederà un interrogatorio al PM "nel quale verrà depositata una memoria tecnica volta a confutare le accuse che gli sono mosse". Oggi davanti al Gip anche il vice presidente e il presidente del collegio sindacale

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Marco Astorri, ex presidente e fondatore di Bio-on, che questa mattina è comparso davati al GIP Alberto Ziroldi, per sostenere l’interrogatorio di garanzia. 

Astorri, che nel frattempo ha lasciato tutte le sue cariche all'interno dell'azienda di bio-plastiche di Castel San  Pietro, è stato arrestato mercoledì scorso con l'accusa di manipolazione del mercato e false comunicazioni sociali, nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza "Plastic bubbles". 

I suoi legali, Filippo Sgubbi e Tommaso Guerini, hanno spiegato in una nota che l'imputato, ai domiciliari, chiederà quanto prima un interrogatorio al Pubblico Ministero "nel quale verrà depositata una memoria tecnica volta a confutare le accuse che gli sono mosse". Gli stessi avvocati hanno presentato richiesta di sostituzione della misura degli arresti domiciliari "con altra meno afflittiva, ritenendo non più sussistenti i requisiti dell’attualità delle esigenze cautelari e della proporzionalità di tale misura" e aggiungono che Astorri "si considera sin d’ora – ove richiesto – a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria, del Custode delle azioni e dell’organo amministrativo che verrà nominato, al fine di garantire la sua più ampia collaborazione affinché questa fase di transizione possa concludersi il più rapidamente possibile, salvaguardando così il valore della Società nell’interesse esclusivo dei lavoratori, dei risparmiatori e dello sviluppo tecnologico del paese".

 

Anche il vice presidente Guy Cicognani, rappresentato dagli stessi difensori di Astorri, si è avvalso della facoltà di non rispondere, riservandosi di nominare un consulente, in vista dell'interrogatorio davanti al pm, metre il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, difeso dal Nicola Mazzacuva, ha risposto alle domande del GIP. 

Le incognite tra posti di lavoro e risparmiatori 

Il titolo in borsa è stato sospeso a tempo indeterminato e per ora gli stabilimenti rimangono aperti, in attesa del custode giudiziario nominato dal giudice. 

Tra tra operai e impiegati, i lavoratori sono circa un centinaio e il lato produttivo non è stato toccato dall'inchiesta, che ha indagato invece solo l'aspetto finanziario e societario del gruppo.

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