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Biotestamento, boom di dichiarazioni a Bologna: 833 nel 2018

Un convegno professionale presso la Fondazione Ant per fare il punto sulla legge entrata in vigore a gennaio scorso

 

Dopo l'approvazione della legge sul biotestamento a Bologna c'e' stato un vero e proprio boom di dichiarazioni anticipate di trattamento. Da inizio anno al Comune di Bologna sono arrivate "gia' a 833 annotazioni- segnala l'assessore ai Diritti di Palazzo D'Accursio, Susanna Zaccaria- quando negli anni scorsi si arrivava a 60-70, a dimostrazione che la legge ha risposto a un bisogno e che una corretta informazione ai cittadini su come possono esercitare questo diritto sta dando dei frutti.

Quindi e' importante continuare a diffondere questa possibilita'". Il punto sul biotestamento e' stato fatto oggi a Bologna nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione Ant con medici, avvocati e notai. "Questa e' una legge che da' grandi opportunita' e ha bisogno di essere il piu' possibile diffusa", sostiene Donata Lenzi, ex deputata Pd e ideatrice della legge.

"Da parte dei professionisti c'e' piu' attenzione alle volonta' del paziente", sottolinea Lenzi. E piu' in generale, da quando e' entrata in vigore la normativa, "c'e' una particolare ripresa sul tema del fine vita nel quotidiano delle persone, senza drammatizzarlo troppo e senza casi eclatanti". L'ex deputata lancia poi un appello al Governo. "Spero ardentemente che il ministero provveda a istituire il registro nazionale delle Dat- manda a dire Lenzi- per il quale avevamo lasciato due milioni di euro da spendere e che sarebbe un delitto se fossero utilizzati per altri scopi". Nel frattempo, segnala l'ex deputata, "la Regione sta cercando di costruire un registro per l'Emilia-Romagna, che possa supplire all'assenza di quello nazionale".

In attesa del registro nazionale delle dichiarazioni di fine vita, secondo Zaccaria ci sono altri punti critici nella legge che restano da risolvere. Ad esempio, spiega l'assessore comunale, "la possibilita' di venire a conoscenza che una persona ha fatto una dichiarazione anticipata". Per questo sarebbe fondamentale la figura del fiduciario, la cui nomina pero' non e' obbligatoria.

"E' evidente che dovranno essere messe a punto tutte le procedure di collegamento- sostiene Zaccaria- per cui l'informazione possa arrivare al medico anche in assenza del fiduciario". L'assessore rivendica poi il lavoro fatto in questi anni dal Comune di Bologna, che ha iniziato a ricevere le Dat dei cittadini prima dell'entrata in vigore della nuova legge. La normativa approvata alla fine della passata legislatura, afferma Zaccaria, "ha confermato che le modalita' che avevamo applicato erano corrette. Il cittadino puo' portare la sua dichiarazione al Comune oppure rivolgersi al notaio, perche' e' ancora attiva la convenzione col collegio notarile di Bologna stipulata nel 2012".

A sostegno del biotestamento e' anche la presidente di Ant, Raffaella Pannuti. "Si spendono molte risorse per l'eutanasia- critica- mentre se ne investono poche sulla ricerca e la dignita' della vita. E questa e' una contraddizione.
Viviamo in un'epoca in cui le persone si trovano a gestire delle malattie terribili, quindi e' ovvio che ognuno debba avere il diritto e il dovere di poter esprimere un parere in un momento in cui non riesce piu' a farlo". Dunque, afferma Pannuti, "questa era una legge che andava fatta. Ma deve essere ancora capita e applicata, quindi bisogna ancora parlarne e cercare di garantire quella dignita' della vita e della persona che una societa' deve avere". (San/Dire)

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