Cronaca Zona Universitaria / Via Zamboni

Ordinanza 'birra fredda', Lepore: 'C'è racket criminale dietro i venditori abusivi'

'Che i negozianti bengalesi collaborino per individuare i connazionali', così ora incalza l'assessore, scoperchiando il problema delle vendite abusive. Bernardini: 'Chiuderli per sempre', Fi: 'Limitare le liberalizzazioni'. Continua il braccio di ferro dei negozianti con il Comune

Dal racket dei lavavetri di cofferatiana memoria a quello dei venditori abusivi di birra. E' il nuovo fronte aperto dal Comune di Bologna, che ha dichiarato guerra allo smercio irregolare di alcolici e ora parla apertamente dell'esistenza di "una vera e propria organizzazione criminale" dietro gli ambulanti che propongono le birre per strada.
Ad esprimersi in questi termini è l'assessore all'Economia, Matteo Lepore, intervistato ai microfoni di Radio città del capo. "Tocca anche alla comunità del Bangladesh" darsi da fare per migliorare la vivibilità della zona universitaria, afferma Lepore, che ha incontrato gli esercenti dei negozi alimentari in sciopero contro l'ordinanza del sindaco Virginio Merola (con cui, tra le altre cose, si vieta loro la vendita di alcolici refrigerata). A questi commercianti Lepore riferisce di aver fatto una richiesta esplicita: "Perchè non ci aiutate ad individuare quelli che fanno la vendita abusiva per strada e nei magazzini?". I negozianti in questione "si presentano come comunità e vengono da noi come comunità", continua Lepore: dunque, "perchè non intervengono anche sui componenti di quella stessa comunità che fanno la vendita abusiva per strada?". Seè vero che il controllo dell'ordine pubblico spetta alle forze di Polizia, "è anche vero che una comunità, che ha così tanto potere di interloquire con i propri membri- sottolinea Lepore- potrebbe fare di più, insieme a noi".

Per Lepore c'è dunque omertà tra questi commercianti? "Io leggo spesso paura nei loro occhi", risponde l'assessore, perchè "essere di fronte ad un'attività di vendita abusiva così importante significa anche racket". Di fronte ad un fenomeno del genere, come "vale per tutte le nazionalita'', c'è timore- continua Lepore- e noi dobbiamo lottare insieme alle altre istituzioni perchè chi denuncia venga aiutato".

Nel mirino dell'assessore ci sono gli ambulanti che trasportano le birre "con lo zainetto o addirittura il carrello della spesa durante il giorno", come documentano le fotografie che Lepore spiega di aver mostrato ai negozianti: situazione che si verifica da piazza Verdi a piazza San Francesco, aggiunge il fedelissimo di Merola. "E' una vendita abusiva ed illegale, gestita sicuramente da un racket. Ci metto la mano sul fuoco", dichiara Lepore. "Da cittadino, lo dico osservando quel tipo di organizzazione, per la quantità e la velocità che hanno- continua l'assessore- nel gestire il personale che gira per strada. Dietro ci dev'essere necessariamente un'organizzazione, non può semplicemente essere una persona da sola che va in un negozio, prende e vende". A tutto questo si affianca la vendita delle birre fredde negli alimentari, che per il Comune nasconde una somministrazione abusiva, ma "in questo caso non ho motivo di dire che siamo di fronte ad un'organizzazione vera e propria, bensì- afferma Lepore- di fronte ad un singolo commerciante che fa un illecito".

Ad ogni modo, come amministrazione "dobbiamo contrastare entrambe" le cose, mette in chiaro l'assessore. Già oggi, sulla vendita in strada, "c'è un aumento dei sequestri e dei controlli, dobbiamo certamente fare di più ma- ribadisce Lepore- dev'esserci anche collaborazione da parte degli operatori", che verranno incontrati di nuovo . In quell'occasione "ribadirò loro che l'ordinanza non cambia- afferma Lepore- ma che abbiamo intenzione di allargare sicuramente di qualche strada per rendere migliore la situazione nelle regole della competitività della zona", continuando in questi mesi ad intervenire solo sull'area universitaria. Poi, se più avanti si troverà "un punto di equilibrio- aggiunge l'assessore- possiamo anche tornare ad una situazione diversa", ma per ora non si cambia rotta.

NEGOZIANTI IN RIVOLTA. Prima va risolto il problema dell'ordinanza e dopo noi possiamo aiutare" l'amministrazione comunale di Bologna nel contrasto alla vendita abusiva di alcol nelle strade della zona universitaria. I negozianti che da lunedì protestano contro l'ordinanza del Comune rispondono così all'appello lanciato dall'assessore all'Economia. "Noi possiamo solo indicare dove questo succede e dove è necessario fare più pulizie", afferma il portavoce dei negozianti,che insieme ai suoi colleghi anche ieri è rimasto per tutta la giornata nel cortile di Palazzo D'Accursio. Ad ogni modo, però, "prima bisogna risolvere il nostro problema", ripetono gli esercenti, aggiungendo: "Non è vero che gli abusivi sono tutti bengalesi. Ci sono anche pakistani e tunisini".

Nel frattempo, i negozianti riferiscono di aver avuto un altro incontro con Lepore, proprio nel cortile: "Il Comune ci ha dato le stesse risposte di ieri, non ha cambiato una parola". In sostanza, rispetto alle richieste avanzate dagli esercenti Lepore ha confermato la disponibilita'' solo ad estendere le vie interessate dall'ordinanza, in modo da livellare la concorrenza con gli alimentari che oggi si trovano a ridosso dell'area interessata dal provvedimento. Nel corso di un colloquio con la presidente del quartiere San Vitale, Milena Naldi, sarebbe invece emersa l'ipotesi di una riduzione della durata dall'ordinanza, con scadenza a settembre invece che a metà ottobre: "Noi però non abbiamo accettato",perchè per i negozianti questa sarebbe una soluzione insufficiente.

BERNARDINI: CHIUDERLI PER SEMPRE; FI: LIMITARE LIBERALIZZAZIONI. In Consiglio comunale, intanto, c'è chi invoca un pugno ancora più duro contro gli alimentari gestiti da stranieri: "Io li chiuderei per sempre. Da due giorni chiusi e nessuno ne sente la mancanza", scrive su Facebook l'ex leghista Manes Bernardini. Mentre i negozianti "invadono ed occupano il cortile di Palazzo D'Accursio", Lorenzo Tomassini afferma in una nota: "La verità è che qualcuno li ha voluti, poi li ha difesi ed oggi, per motivi elettorali, li prende a calci". Da anni queste attività della zona "vendono alcolici sostituendosi ai bar ed ai locali. Lo fanno ad un prezzo estremamente competitivo che nessuna osteria può reggere", sottolinea il berlusconiano. "La soluzione del problema? È una sola: bisogna fare marcia indietro rispetto alla legge Bersani- scrive Tomassini- lasciando fuori dalle liberalizzazioni selvagge i centri storici delle città universitarie e creando distretti per giovani". All'estero esistono "campus con spazi autogestiti per e da soli studenti- continua l'azzurro- che hanno il pregevole effetto di impedire l'afflusso indiscriminato di altro genere di utenza e di tenere lontane dai centri abitati le folle di avventori". A questo "si aggiungano controlli veri (e non ordinanze spot) ed i problemi d'incanto cessano", manda a dire Tomassini, appellandosi al Governo perchè riveda il tema liberalizzazioni.

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