Black lives matter e reddito anti-covid, doppio corteo nel weekend

Sfilano sindacati di base e centri sociali per chiedere un'idea diversa di futuro', mentre al Nettuno presidio del Coordinamento migranti nella giornata mondiale del rifugiato

I promotori di una delle proteste sotto la sede di Confindustria Emilia

"Siamo qua, sotto a Confindustria, perché Confindustria è uno dei maggiori responsabili delle migliaia di morti procurate durante l'emergenza sanitaria per l'offensiva che ha avuto contro il lockdown per tenere aperte le industrie e le attività non essenziali".

È proprio la sede degli industriali di Bologna il luogo prescelto per presentare il corteo regionale che sabato prossimo, 20 giugno, calcherà le strade del centro del capoluogo emiliano per promuovere una "idea diversa di futuro". Non sarà il solo appuntamento, perché poche ore dopo al Nettuno anche il coordinamento migranti animerà un presidio, sotto lo slogan 'black lives matter'.

'Un 'altra idea di futuro': sindacati di base e centri sociali in piazza

L'appuntamento è per sabato: partenza alle 16:30 da piazza XX settembre, per chiedere "appunto un nuovo futuro di salute, reddito e diritti per tutte e tutti". Tra i promotori dell'evento ci sono sindacati di base, Riders union Bologna, Crash, Tpo, Labas, Rent strike Bologna, Campagna reddito di quarantena, Unione inquilini Bologna, Social log, Cua, Casa Madiba network, Vag61, Forum per il diritto alla salute dell'Emilia-Romagna, Fronte della Gioventù Comunista, Colonna solidale autogestita, Rete bolognese iniziativa anticarceraria.

Sindacati, associazioni, centri sociali puntano il dito contro gli industriali per le loro "ricette che insistono con la centralità dell'impresa e del profitto sopra le persone, i diritti, la salute, il reddito e il salario", spiega Stefano Re di Adl Cobas.

Il corteo vorrebbe transitare davanti alla sede dell'Inps e arrivare fino alla Prefettura, ma si attendono ancora gli ultimi permessi. Tra gli organizzatori del corteo di sabato ci sono dunque quei lavoratori e quelle sigle che nelle ultime settimane sono scese in piazza per difendere chi è stato maggiormente esposto durante la crisi sanitaria prima e quella economica dopo: operatori sanitari negli ospedali, facchini della logistica, lavoratori dello spettacolo, riders, educatrici, studenti, migranti.

Realtà che stanno insistendo da una parte per chiedere un "reddito di quarentena" per chi ha perso il lavoro o ha visto riduzioni sensibili del salario, dall'altra per far sì che a chi svolge lavori considerati "essenziali" siano garantiti con salari dignitosi, tutelati e in sicurezza.

Un caso quello dei rider, che hanno continuato a lavorare durante il lockdown, ma senza che le aziende garantissero la fornitura dei dispositivi di protezione individuale, e in alcuni casi "alcune compagnie hanno anche abbassato la paga".

Ma ci sono anche le educatrici delle cooperative, considerate "di serie B" rispetto alle colleghe comunali, ancora in attesa di stipendi e cassa integrazione; e gli studenti che nei giorni scorsi hanno imbastito una 'sala studio' all'aperto in piazza Scaravilli per poter proseguire il percorso universitario.

Poi ecco gli inquilini in difficoltà con il pagamento degli affitti; i migranti che si trovano a fare i conti con una "sanatoria-truffa". Tutti insieme dicono che la crisi "devono pagarla Confindustria, le grandi multinazionali, i politici e gli imprenditori dei tagli e privatizzazioni alla sanità, delle guerre permanenti, del cemento e della distruzione dei territori" e non i più deboli, esposti a "precarietà, sfruttamento, ricatti, impoverimento".

Black lives matter: presidio al Nettuno

Ormai la pazienza è finita, anzi "il tappo è saltato" anche per i migranti di Bologna che, seguendo il movimento Black lives matter e le proteste in Francia e negli Stati Uniti, annunciano una sempre sabato 20 giugno alle 18 in piazza Nettuno, a Bologna. Sabato tra l'altro non è un giorno casuale: il Coordinamento migranti di Bologna ha scelto proprio la Giornata mondiale del rifugiato per far sentire ancora la propria voce, dopo la prima mobilitazione del 30 maggio.

Black lives matter "è il grido di afroamericani, neri, latinos e bianchi che negli Stati Uniti questo mondo stanno rovesciando insieme. Black lives matter è il nostro grido di ogni giorno. È il grido delle tante piazze europee e africane cariche di una rabbia che va oltre l'indignazione per il razzismo che uccide i George Floyd d'America e gli Adama Traore' d'Europa", scrive il Coordinamento migranti di Bologna.

"Avere la pelle nera non può più essere un destino di sfruttamento e clandestinità. Ecco il tappo che è saltato grazie all'antirazzismo delle e dei migranti. L'antirazzismo ha bisogno della rabbia giovane e potente che è scesa in piazza ma che chiede anche continuità e protagonismo nella lotta", continua il Coordinamento, precisando che la manifestazione di sabato è anche per unirsi alle lotte dei migranti francesi che chiedono di essere regolarizzati. (Saf/ Dire)

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