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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Si chiama 'Bologna accoglie': obiettivo fare pressing sul Sindaco per "disapplicare alcune norme del decreto"

Accesso ai servizi pubblici e sanitari, accompagnare i neomaggiorenni in un percorso di integrazione, espandere la residenza al territorio della Città metropolitana e non permettere l'apertura di un centro per il rimpatrio.

Sono le quattro richieste che 'Bologna accoglie', la rete alla quale aderiscono realtà associative, singole persone e organizzazioni, rivolge al sindaco di Bologna, Virginio Merola.

'Bologna Accoglie' nasce a luglio dalla volontà di circa 40 singoli cittadini o associazioni, tra cui ci sono anche Arci e Anpi Bologna, Cucine Popolari, Silp-Cgil, Refugees Welcome Italia, Cisl, Uil e Libera. Persone che "sentivano la necessità di fare e condividere azioni, pensieri e iniziative di contrasto all'impostazione razzista e fascista di questo governo, a partire dal decreto Sicurezza".

Per questo, si rivolgono direttamente al sindaco della città chiedendo di poter discutere insieme alcuni punti per far si' che Bologna "si metta da subito in rete con gli altri municipi italiani che hanno espresso la volontà di disapplicare alcune norme contenute nel decreto", scrive il comitato.

Prima di tutto, "il Comune dovrebbe dare indicazioni ai propri uffici chiarendo che il richiedente protezione internazionale ha diritto all'iscrizione al Servizio sanitario nazionale e a tutti i servizi erogati sul territorio, come l'iscrizione ai Centri per l'impiego", scrive Bologna Accoglie. Deve essere ribadita poi "la possibilità di avvalersi al 'prosieguo amministrativo' per assistere i neomaggiorenni fino a 21 anni di età qualora ci sia bisogno di un percorso più lungo.

La terza richiesta che Bologna accoglie rivolge a al primo cittadino è che "anche in qualità di sindaco della Città metropolitana, si impegni a garantire i trasferimenti di residenza per i richiedenti asilo su tutto il territorio dell'area metropolitana".

Infine, Bologna accoglie chiede che l'amministrazione comunale "non permetta l'eventuale apertura di un Centro per il rimpatrio nell'area del bolognese". La rete di associazioni poi "sceglie di far sentire la voce di Bologna e dell'Italia che accoglie" e per farlo ha invitato in città Domenico Lucano, sindaco di Riace "paese simbolo di un modello di accoglienza e integrazione studiato e riconosciuto a livello nazionale e internazionale". Pare che Lucano abbia accettato e "sarà a Bologna il 22 e 23 febbraio" dove, per il comitato sarebbe bello potesse ricevere "la cittadinanza onoraria proposta in un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale". (Saf/ Dire) 

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