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Abitare a Bologna in tempo di Covid: + 11% morti, continua la 'fuga' nei comuni della Cintura

L'assessore al bilancio Conte: "Dato sulle nascite comunque positivo rispetto a media nazionale". Gli statistici del comune: "Il saldo migratorio negativo nell'area metropolitana? Fenomeno ultradecennale"

Una Bologna che nel 2020 ha complessivamente retto all'urto della pandemia, ma con alcuni dati inevitabilmente in calo rispetto all'epoca pre-covid come flussi migratori e nuzialità, oltre all'ormai noto aumento della mortalità.

E' questa la fotografia che emerge dagli uffici di statistica del comune di Bologna, il cui report oggi è stato presentato in commissione urbanistica a Palazzo D'Accursio. E' la responsabile tecnica degli uffici di statistici di Palazzo D'Accursio Brigitta Guarasci a illlustrare ai consiglieri gli ultimi dati.

Il dato che subito balza agli occhi, ormai tristemente noto, è quello dei decessi. Rispetto alla media del periodo dei cinque anniprecedenti, nel 2020 a Bologna sono morte 5338 persone, con un aumento dell' 11,8 per cento. 

Un altro dato che cambia nell'anno del Covid è il saldo migratorio: che rimane in attivo, ma diminuisce, passando da 2845 residenti guadagnati a 1788, con un calo del 37 per cento.

Continua la 'fuga' nei comuni della Cintura

Continua il trend, definito "ultradecennale" da Guarasci, che vede il comune di Bologna svuotarsi di residenti che vanno ad abitare nei comuni della Cintura metropolitana, e cioè quelli confinanti con le Torri. Nel 2020 sono stato ben 2126 i bolognesi che hann deciso di spostarsi verso i comuni di periferia. 

In compenso la città ancora, e sebbene con volumi inferiori rispetto ai cinque anni precedenti, continua a essere meta di abitanti provenienti dal resto del Paese e anche -in misura ancora inferione- dall'estero. Guardando allo Stivale la migrazione più attiva è quella dal sud e dalle isole.

La natalità tiene: "Ma attenzione ai primi mesi del 2021"

Buoni dati provengono dalla natalità. Sono circa 3mila (2976) nuovi i nati nel 2020, un livello relativamente alto, anche se lieve inferiore media quinquennale. in particolare il tasso di fecondità è lievemente superiore alla media nazionale. La pandemia però "potrebbe incidere sulla natalità e alla propensione delle coppie di fare figli, per diversi fattori" osserva Guarasci  e su questo " i primi dati sul primo bimestre 2021 mostrano la congiuntura sfavorevole incida sulla natalità con un calo del 19 per cento".

Del resto però il 2020 " è stato l'anno al minimo storico per la natalità nazionale", mentre Boloregistra un "leggero aumento. Gli effetti della pandemia li vedremo nei prossimi mesi" aggiunge.

Mortalità: Bologna colpita più nella seconda ondata

In tutto in città nel 2020 si sono registrati 559 casi di morte per covid su un totale di 5338 decessi dovuti a tutte le cause.  Sul fronte contagi, a novembre oltre la metà dei casi di Covid di tutto il 2020, un totale di 24547 in tutta la Ausl Bologna, di cui a Bologna città sono stati 11248, più o mno la metà. Bologna è stata meno colpita rispetto alle regione durante la prima ondata, ma nella seconda fase il virus non ha risparmiato le Due Torri. La pandemia ha inciso fortemente sulla mortalità in entrambe le ondate pandemia, ma ha colpito soprattuto nella prima: nell'aprile 2020, +70 per cento dei morti sui cinque anni precedenti, poercentuale che scende a +44 nel novembre 2020 e del +33  in dicembre.

Crollano i matrimoni

Sono stati 652 i matrimoni fatti nel 2020, al minimo srtorico assoluto dal 1871, di cui ben 567 con rito civile e solo 85 con rito religioso. 39 le unioni civili nel complesso, di cui 24 maschili e 15 femminili.

Conte: "Alcuni dati positivi, incognita per il futuro"

Nonostante l'impatto del Covid, risulta "positivo il dato sulla natalità e quello sull'attrattività della nostra città" è il commento dell'assessore al bilancio Davide Conte.

"i dati -continua l'assessore- mostrano che seppur con tutte le congiunture negative del caso, Bologna tiene". Certo bisognerà vedere come si evolve l'epidemia nei prossimi mesi. Per Conte "per ora Bologna è ancora attrattiva, ma bisognerà vedere se alcune categorie confermeranno il trend".

Il riferimento è soprattutto alla popolazione giovane universitaria, una delle voci più rilevanti negli ingressi per il saldo migratorio della città. Se la pandemia continuerà -e soprattutto, se la didattica a distanza sarà confermata anche nel 2021- la propensione degli studenti a spostarsi nella città universitaria potrebbe subire contraccolpi.

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