Estate e cultura a Bologna, i professionisti contro l'idea di utilizzare volontari

Levata di scudi da parte degli esperti del settore, dopo la proposta di Lepore di schierare 600 volontari. L'assessore correge il tiro: "Lavoro sarà pagato"

Volontari per far ripartire l'estate bolognese? I professionisti del settore bocciano l'idea. A fronte dell'iniziativa lanciata dall'assessore alla Cultura Matteo Lepore, che nei giorni scorsi ha 'contato' oltre 600 tra i disponibili a collaborare gratuitamente alla serie di eventi estivi della città, gli operatori dei beni culturali ("Siamo archeologi, archivisti, bibliotecari, antropologi, operatori museali, insegnanti") respingono la proposta.

In occasione della giornata nazionale di protesta "Senza cultura, nessun futuro" lanciata dal movimento "Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali", la sezione bolognese scende in piazza con cartelli e il testo di una lettera indirizzata proprio all'assessore.

"Riaprire sì, però garantendo i diritti dei lavoratori e soprattutto anche la dignità del lavoro svolto- chiarisce Alice, una portavoce dei manifestanti- lo chiediamo soprattutto al Comune di Bologna che ha già deciso di utilizzare per l'estate bolognese più di 600 volontari, ma anche al ministro Dario Franceschini e alla Regione Emilia-Romagna".

Durante il flash-mob, svoltosi ieri davanti a Palazzo d'Accursio, Sala Borsa e Museo archeologico dell'Archiginnasio, gli attivisti hanno ribadito il concetto: "Vogliamo che appunto non si utilizzi più il volontariato per mettere le toppe a un settore che vive da trent'anni questa condizione- prosegue Alice- per farlo ripartire è necessario re-internalizzare chi lavora nelle cooperative e nelle associazioni esterne e garantire un vero diritto al lavoro".
Dopoo le rimostranze è arrivata la precisazione di Palazzo D'Accursio, con l'assessore alla Cultura Matteo Lepore ha precisato, parlando alla 'Dire, che "l'estate sarà un'occasione di lavoro pagato".

In pratica, l'intenzione dell'amministrazione sarebbe di avvelersi della collaborazione dei volontari per favorire la riuscita degli eventi, e non quella di impiegarli nelle attività che riguardano allestimenti e realizzazione degli eventi al posto di chi se ne occupa per mestiere. (Dav/ Dire) 
 

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