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Foto Caritas

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A Bologna l'hub per i minori stranieri non accompagnati: 50 al giorno per massimo 3 mesi

Verranno ospitati in 3 diverse strutture: le comunità di prima accoglienza già presenti sul territorio Ponte e Ginestra e una struttura da attivare presso Casa Merlani in via Siepelunga

Nascerà negli edifici delle comunità di prima accoglienza Ponte e Ginestra e presso Casa Merlani, l'hub che ospiterà giornalmente 50 minori stranieri non accompagnati. Attualmente in Regione sono 532 i minori accolti nei diversi centri, di cui 151 a Bologna.

Bologna si candida, per l'Emilia-Romagna, a ospitare uno dei centri di accoglienza per Minori stranieri non accompagnati previsti da bando del ministero dell'Interno sul miglioramento delle capacità di accoglienza del territorio italiano dei minori stranieri arrivati nel nostro Paese. I ragazzi verranno ospitati in 3 diverse strutture: le comunità di prima accoglienza già presenti sul territorio Ponte e Ginestra e una struttura da attivare presso Casa Merlani in via Siepelunga.

I centri dovranno garantire l'accoglienza di 50 minori al giorno per un periodo che andrà dai 60 ai 90 giorni, dopo di che i ragazzi verranno trasferiti nei diversi centri sparsi nella regione. Per realizzare questo progetto, l'Amministrazione comunale ha presentato la domanda di partecipazione al bando del ministero insieme ad Asp, che ha messo a disposizione la propria rete dei servizi per i minori e i soggetti impegnati nello Sprar -Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e al Consorzio Indaco, per l'esperienza nella gestione di comunità educative.

Attualmente in Emilia-Romagna, in base ai dati del Dipartimento dell'immigrazione del ministero, sono 532 i minori che vivono nelle diverse strutture d'accoglienza della regione, di cui 151 nella sola Bologna. La realizzazione dell'hub era stata annunciata anche dal neo assessore al Welfare della Regione, Elisabetta Gualmini, che nei giorni scorsi aveva detto: "Stiamo lavorando per realizzare quest'hub in modo da poter offrire ai minori stranieri non accompagnati un'accoglienza più strutturata, così come avviene per gli adulti. Le politiche d'integrazione sono una tradizione per la nostra Regione e noi manterremo gli impegni presi. Fermo restando il principio di legalità e il rispetto".

IL PROGETTO. Consiste nella creazione di un centro in cui i minori sul modello di quello presente oggi in via Mattei (ex Cie), vengono accolti e gli venga fornito l'aiuto necessario per attivare un percorso d'accoglienza. In questo luogo resterebbero tra i 60 e 90 giorni in attesa di avere un tutore che li aiuti a fare richiesta di protezione internazionale. Per poi essere ospitati in altre strutture del territorio. In base alle linee guida del bando, l'hub dovrà avere la possibilita' di ospitare un massimo di 50 minori al giorno e questi dovranno essere seguiti da un team multidisciplinare costituito da esperti del settore. In particolare dovranno essere presenti: un coordinatore che operi nella struttura di accoglienza e che avrà la responsabilità di tutti gli interventi dedicati ai minori, otto educatori, quattro professionisti specializzati nell'ambito dei minori stranieri non accompagnati (un assistente sociale, uno psicologo, un medico dell'età evolutiva e un esperto di diritti dell'infanzia) e degli interpreti. Secondo i dati della Fondazione Migrantes, aggiornati al primo gennaio di quest'anno, nei centri regionali di primissima accoglienza (Cda, Cara, Cpsa) sono presenti 2.648 stranieri, tra adulti e minori (622 a Bologna). (agenzia Dire)

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