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Bologna Pride e diritti Lgbt, legge a tutela ancora ferma in Regione

A riaccendere i fari sul tema il M5S: 'E' bloccata? Chiedete al Pd'

Imminente il Pride a Bologna, la consueta manifestazione per i diritti Lgbtq, e i 5 stelle riaprono il file della legge regionale contro l'omofobia dell'Emilia-Romagna, stoppata dai dissidi interni alla maggioranza di centrosinistra in Regione. "Alla vigilia del Pride di Bologna la domanda più logica da farsi sarebbe quella di capire che fine abbia fatto la legge regionale contro l'omotransfobia", scrive in una nota la consigliera regionale M5s Silvia Piccinini. "Con la legislatura ormai agli sgoccioli- prosegue- non vorremmo che si tentasse di far cadere nel dimenticatoio un provvedimento che doveva già essere approvato da tempo".

Per questo "invitiamo, chi domani dovesse avvistare un consigliere regionale del Pd durante le celebrazioni del Pride a Bologna, a chiedere conto di questo ennesimo e inqualificabile ritardo". La legge si è impantanata con l'accordo siglato nel Pd di viale Aldo Moro su un emendamento contro il cosiddetto utero in affitto (niente finanziamenti alle associazioni Lgbt che dovessero sostenerlo), emendamento che ha provocato le proteste di altri settori del partito e del resto della sinistra.

"La melina che il Pd sta facendo pur di rimandare la discussione di questa legge è davvero sconcertante", afferma ancora la consigliera M5. "Da mesi ormai- conclude Piccinini- chiediamo che la legge approdi direttamente in aula senza passare dalle commissioni, in modo da recuperare parte del tempo perduto. Il silenzio del Pd pero' su questa nostra proposta la dice lunga sulla reale volonta' di lasciare tutto com'e' e non rompere i già precari equilibri delle varie correnti dem alla vigilia delle elezioni regionali".

Per i 5 stelle si tratta di un "atteggiamento inqualificabile che di certo non potrà essere cancellato da qualche fotografia, o posa a favore di telecamere, che domani gli esponenti del Pd faranno durante il Pride. La priorità è quella di approvare al più presto la legge. Non si può perdere ulteriore tempo".
Intanto, l'appello del Cassero su Change.org per chiedere l'approvazione della legge ("No all'odio contro le persone LGBTI: vogliamo la legge!") ha raggiunto le 8.000 firme. (Dire)

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