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Cronaca

Seconda ondata e Dpcm del governo, Bonaccini: "Regole ci sono già, facciamole rispettare"

Così il governatore dell'Emilia-Romagna alla vigilia di una possibile nuova legislazione di emergenza per far fronte all'aumento dei contagi

"Non c'è nulla di più inefficace che inasprire le misure laddove non si riesce a far rispettare quelle che già ci sono; usiamo rigore per far rispettare regole ragionevoli". E' questo il Bonaccini-pensiero alla vigilia di quello che sembra un nuovo giro di vite da parte del governo per fare fronte all'aumento dei contagi di quella che ormai è ufficialmente la seconda ondata.

In una lunga intervista a La Stampa Bonaccini si spiega sul punto.  Per esempio, "l'obbligo delle mascherine all'aperto nelle situazioni in cui non è possibile mantenere il distanziamento c'è già" ma il governatore non ha "nulla in contrario a nuove misure, mirate, per prevenire adesso l'allargamento del contagio, per evitare di dover poi tornare a varare misure ancor più drastiche".

Sul tema della ricentralizzazione della sanità in ambito statale Bonaccini rimarca la sua storica opposizione: "Non credo che ricentralizzare le funzioni sia il modello più efficace" spiega il presidente, che aggiunge: "servono principi comuni, livelli essenziali delle prestazioni, o unità d'azione, soprattutto davanti a una pandemia. Ma se avessimo avuto una gestione statale della sanità qui in Emilia-Romagna sarebbe stato sicuramente peggio. I primi ad opporsi ad una centralizzazione sarebbero gli emiliano-romagnoli. Spero si possa uscire da una certa isteria del dibattito per entrare un po' più nel merito".

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