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Bonaccini indagato, Lega: "Grave questione morale, ma siamo garantisti"

Il reato ipotizzato sarebbe abuso di ufficio e farebbe riferimento alle presunte pressioni denunciate dal sindaco di Jolanda di Savoia

"Sull’inchiesta in corso a carico del presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, da garantisti, abbiamo piena fiducia nel lavoro della Polizia Giudiziaria e ovviamente ci auspichiamo che sia fatta piena chiarezza sulla vicenda". Lo dichiarano in una nota i senatori emiliano-romagnoli della Lega Stefano Corti, Paolo Pisani, Maria Saponara e Maurizio Campari a commento della notizia, data da Il Resto del Carlino, sull'iscrizione del Presidente della regione in un fascicolo aperto dalla Procura di Ferrara. 

Il reato ipotizzato sarebbe abuso di ufficio e farebbe riferimento alle presunte pressioni denunciate, con un esposto, dal sindaco di Jolanda di Savoia, Paolo Pezzolato. 

Un anno fa la rielezione di Bonaccini: "Ricordo ancora l'emozione, poi mesi durissimi"

Secondo Pezzolato, dopo la decisione della vicesindaca Elisa Trombin di appoggiare Lucia Borgonzoni alle regionali, proprio un anno fa, Bonaccini avrebbe impedito ai Comuni vicini di condividere con Jolanda di Savoia alcuni dipendenti. In una telefonata avrebbe anche detto "se per caso vinco io, come è probabile, dopo però non mi cercate più".

"Se si accerterà che qualcuno si è avvalso della propria posizione di potere e ne ha approfittato ai danni di un avversario politico in campagna elettorale, non sarà però solo una questione giudiziaria ma una gravissima questione morale -  scrivono i leghisti - riteniamo che certe situazioni siano politicamente deprecabili e soprattutto facciano male alla politica e a tutti coloro che la fanno con passione".

Meno conciliante il commento della ex sfidante Lucia Borgonzoni: "L'iscrizione nel registro degli indagati del presidente Bonaccini ed i motivi che hanno portato a ciò, sono - se verificati nei termini riportati dalla stampa - dal punto di vista politico, di una gravità assoluta. Sul piano giudiziario faranno chiarezza i giudici e le indagini, sull’aspetto politico, è inaccettabile pensare che un presidente di regione possa fare pressioni di qualsiasi tipo su un eletto e rappresentante dei cittadini, che dipende per molti atti amministrativi dai fondi e dalle decisioni della regione stessa. Ci auguriamo che tale comportamento non sia stato messo in atto con altri amministratori, perché riteniamo che chi governa ha il dovere di trattare tutti allo stesso modo, non solo chi lo appoggia o gli è più vicino. Vedremo se la condanna giudiziaria arriverà, ma quella politica c’è già ed è irrevocabile".  

"La notizia della proroga di chiusura delle indagini che riguardano il Presidente Stefano Bonaccini fa riferimento a una vicenda che aveva tutto il sapore di un tardivo strascico di campagna elettorale. Una campagna finita un anno fa e che sembra ancora più lontana dopo la gestione della pandemia che – come sempre del resto – ha visto il Presidente e la Giunta della Regione Emilia-Romagna impegnati a stretto contatto e spirito di collaborazione con tutti i rappresentanti delle amministrazioni locali emiliano-romagnole - ha commentato Marcella Zappaterra, Capogruppo Pd Regione Emilia-Romagna - chiunque può testimoniare come il Presidente Bonaccini abbia sempre tenuto un rapporto solido, stretto e collaborativo con tutti i sindaci, a prescindere dal colore politico. Lo sanno anche i sassi perché sono gli stessi sindaci a rimarcarlo. Penso per esempio a Fabrizio Toselli di Cento, e ancora più limpidamente ad Alan Fabbri di Ferrara. La Magistratura gode della piena fiducia del Gruppo Pd in Regione. E la stessa fiducia la riponiamo nell’operato del Presidente Bonaccini: siamo certi che al termine dell’indagine risulterà evidente la sua estraneità ai fatti."

“Sulla vicenda di Jolanda di Savoia ci auguriamo che la magistratura faccia il suo corso e che faccia chiarezza su un caso che ci sembra la coda di una lunghissima scia di tensione politica che caratterizzò le regionali dello scorso anno. In un momento particolarmente delicato come quello che stiamo vivendo, serve concentrare tutta l’attenzione e tutti i nostri sforzi, sia in Regione che nei Comuni, nella gestione dell’emergenza legata alla pandemia”. È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla notizia dell’iscrizione del registro degli indagati del presidente Stefano Bonaccini per la vicenda delle presunte pressioni alla sindaca di Jolanda di Savoia prima delle elezioni regionali del gennaio 2020. “Come sempre le indagini faranno il loro corso e gli inquirenti valuteranno nel merito le posizioni di tutti gli attori di questa vicenda - aggiunge Silvia Piccini – Resta il fatto però che, a una valutazione esterna, ci sembra che questa vicenda sia caratterizzata da una polemica che è tutta politica, frutto del clima non certo sereno che ha caratterizzato le scorse elezioni”.  

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