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Griffe "taroccate" a Funo: la Finanza sequestra 400 borse a grossista

Le borse riproducevano il prestigioso marchio “Bottega Veneta”

 

Ancora un sequestro da parte dei Finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, nell’ambito di una serie di servizi a contrasto della produzione e vendita di prodotti contraffatti.

Questa volta sono state sequestrate 400 borse che riproducevano modelli dal marchio “Bottega Veneta”, destinate ad essere immesse sul mercato violando la normativa a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

I militari hanno controllato un ingrosso di articoli di pelletteria, a Funo di Argelato e, grazie all’ausilio di un perito, le borse marchiate con la famosa griffe, il cui valore originale si aggira attorno ai 30.000 euro. "La similitudine del marchio non avrebbe consentito a un soggetto inesperto ovvero di un consumatore medio, la differenza con quello originale", fanno sapere i finanzieri. 

Il rappresentante legale della società che deteneva gli accessori contraffatti, di nazionalità cinese, è stato denunciato alla Procura di Bologna per il reato di “vendita di beni usurpando titoli di proprietà industriale”.

Il 12 novembre a Imola, sono stati altri sequestrati 250 capi con marchi contraffatti, oltre a numerose ricevute e documenti di spedizioni postali e ricariche di prepagate, quindi potrebbero essere ancora una volta i social media i canali di vendita

Cosa dice la legge

Il Dispositivo dell'art. 473 Codice Penale 2020 stabilisce che: "Chiunque, potendo conoscere dell'esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000".

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