Bovini tra gli 8 esperti per 'Ripensare Bologna': "Non possiamo permetterci una ripartenza incauta"

L'elenco delle difficoltà create dall'emergenza coronavirus è lungo. Ma "dobbiamo avere la capacità, l'entusiasmo, la passione e il coraggio di vedere le opportunità", così la pensa Gianluigi Bovini, uno degli otto 'saggi' scelti dal sindaco per proiettare Bologna oltre la pandemia

Gianluigi Bovini

L'elenco delle difficoltà create dall'emergenza coronavirus è lungo. Ma "dobbiamo avere la capacità, l'entusiasmo, la passione e il coraggio di vedere le opportunità", dichiara Gianluigi Bovini, uno degli otto esperti scelti dal sindaco Virginio Merola per "ripensare Bologna" oltre la pandemia. Un esempio? L'uso delle tecnologie fatto in queste settimane rappresenta "una grande scoperta che ci ha tenuto assieme", afferma l'esperto di statistica, nel corso di un colloquio in diretta sulla pagina Facebook delle Acli. "La società digitale, se non diventa una radicale alternativa alle relazioni umane ma un potenziamento e una facilitazione di queste- continua Bovini- è una grande opportunità. Purtroppo però stanno emergendo dei problemi che vanno risolti".

Divari e le povertà educative

Il primo, segnala Bovini, è quello dei minori che "non hanno potuto godere fino in fondo" della didattica a distanza, a cause delle condizioni socio-economiche della propria famiglia: vale per "migliaia di bambini anche nella nostra realtà", dunque nella ripartenza bisognerà "evitare che si inaspriscano ulteriormente i divari e le povertà educative". Poi ci sono gli anziani: le statistiche dicono che da parte loro c'e' "un utilizzo ancora limitato delle tecnologie, ma con tassi di continua crescita". E' una condizione che "va assolutamente promossa" e in questo senso, sottolinea l'ex dirigente del Comune, serve un "patto tra le generazioni" per "mettere a disposizione di tutti queste potenzialita' digitali". Questo e' molto importante, avverte Bovini, perche' anche nei mesi a venire gli anziani dovranno avere questa opportunita' "per le relazioni sociali, per la telemedicina, per la consegna della spesa". Ecco alcune dei temi, dunque, che Bovini conta di portare sul tavolo del 'comitato di saggi' voluto da Merola.

Guardando ai principi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

"Ho accettato di contribuire come dono alla città- dichiara Bovini- perche' mi convince molto, nella proposta del sindaco, l'impostazione che chiede di immaginare la ripartenza in corenza con i principi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile": riavviare i motori, insomma, ma facendo in modo "di non tornare a dove siamo partiti, perche' se siamo in questa situazione e' anche colpa di come eravamo". Da buon statistico, intanto, Bovini non puo' non guardare ai numeri e quelli dell'Istat sul marzo dicono che "i dati della mortalita' relativi a Bologna e a molti Comuni della citta' metropolitana, con l'eccezione di Medicina, sono sicuramente in aumento rispetto alla media di marzo negli anni precedenti ma molto migliori di zone piu' esposte come Bergamo, Brescia e Piacenza".

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Considerare i "caratteri asimmetrici" della crisi

Nel ragionare di ripartenza, continua poi Bovini, bisognera' considerare i "caratteri asimmetrici" della crisi: da un lato gli anziani, con un rischio sanitario "molto piu' alto" ma impatti economici "non drammatici", grazie alle pensioni; dall'altro la fascia giovane e adulta, colpita da "effetti socio-economici molto piu' pesanti". Il primo aspetto richiede uno "sforzo straordinario di protezione" verso gli anziani e il rischio di un ritorno del virus, continua Bovini, invocando una "particolare attenzione" anche per aspetti specifici come la convivenza con le badanti. Sul secondo punto, invece, "credo che qualsiasi investimento del bilancio pubblico, sia di carattere corrente che di medio-lungo periodo, debba privilegiare misure non di carattere assistenziale ma che ridiano ai giovani la possibilita' di tornare a svolgere l'attivita' lavorativa". Questo pero' "in condizioni di piena sicurezza", sottolinea Bovini: "La cosa che proprio non possiamo permetterci e' una ripartenza incauta che poi ci costringa a tornare alla chiusura". (Pam/ Dire)

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