Cronaca

Budrio, Palazzina RaIWay: la demolizione comincia dagli alberi, bagarre in aula

Partita la demolizione degli alberi che circondano i piccoli fabbicati: ieri sera un incontro tra amministrazione e proprietari dell'area dove dovrebbe sorgere il centro commerciale. Caos in commissione

La lunga marcia verso l'abbattimento della palazzina RaiWay di Budrio, voluta da Guglielmo Marconi, sembra proprio arrivata alla fine. Dopo mesi di tira e molla tra comune, provincia, regione, Belle Arti e radioamatori, oggi le ruspe hanno raso al suolo gli alberi intorno alle palazzine per far posto, pare, ad un centro commerciale.

LA SOVRAINTENDENZA. Le proteste di tutti i radioamatori d'Italia, mailing e interventi, in prima fila il Comitato Marconi, appoggiati anche dal Movimento 5 Stelle budriese, avevano portato poco meno di un anno fa a un riesame della Sovraintendenza, nella persona dell'arch. Carla di Francesco, che però dopo qualche mese ha sentenziato: “La palazzina  non raggiunge la qualita’ architettonica necessaria alla dichiarazione di interesse  storico artistico, rivelandosi piuttosto  come valore di edificio storico testimoniale”.

LA RINUNCIA. Ma le lungaggini avevano raffreddato Pizzoli e Maccaferri che in una nota spiegarono la rinuncia a causa di "un allungamento dei tempi che si aggiunge a quello già subìto soprattutto a causa dell’autorizzazione allo smantellamento dell’antenna Rai“. E così il sindaco si arrabbia: "Tutto è stato bloccato a causa di una procedura di vincolo che ha congelato investimenti, lavoro, realizzazione di opere, risorse per l’amministrazione e per la comunità. L'opposizione si deve assumere la responsabilità e rispondere di una battaglia che si è intestata fin dall’inizio”.

Ieri sera una commissione alla quale hanno partecipato maggioranza e opposizioni budriesi, oltre alle parti in causa Maccaferri e Pizzoli, e al vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi. Evidentemente il Movimento 5 Stelle locale non aveva preso bene la reazione di Pierini e così una bagarre in aula ha restituito pan per focaccia per "la presenza di una persona che ha ricevuto un avviso di garanzia per abuso d’ufficio”. Il riferimento è proprio a Venturi, al quale stato recapitato un avviso di garanzia per abuso d’ufficio per l'affaire People Mover di Bologna. E così Pierini si arrabbia, il presidente della Commissione chiude la seduta, ma alla fine sembra tutto rientrato.

IL CENTRO TRASMITTENTE ONDE MEDIE DI BUDRIO. Voluto da Guglielmo Marconi e inaugurato il 9 Agosto del 1936: all'interno vi erano trasmettitori costruiti dalla Marconi di Genova - Il centro doveva diventare un Centro di studi e di scienze, in special modo nel campo della radio: lo avevano perorato il prof. Quirino Majorana, il prof. Giuseppe Sartori, l'ing. Aldo Righi  e il comm. Bruno Cavalieri Ducati. Palazzina di indubbio valore, per i marconiani, a l'area è divenuta "oggetto di speculazione edilizia da parte del Comune Di Bologna (proprietario dell’ aera), della RAI, del Comune di Budrio ( nel quale ricade l’ area ), dei lottizzatori Maccaferri SpA e Pizzoli SpA".

L'AREA. Nell’ autunno del 2010 il Comune di Bologna, proprietario dell’ area, quando vendette al Gruppo Maccaferri ed alla Pizzoli. L’ atto di vendita venne firmato dall’attuale ministro Cancellieri, allora commissario straordinario pretorio. Un centro commerciale da 25mila metri quadri, per 70  milioni di euro che raderebbe al suolo il centro trasmissioni e la Palazzina Marconi. Nel permesso di costruzione si legge “Gli edifici storici o tradizionali e le loro pertinenze non vengono modificati, ma è prevista solo la demolizione degli edifici di fattura recente di Ray Way (edifici successivi al 1950)”.

Allora sentimmo il parere del sindaco di Budrio Giulio Pierini:Nello specifico non so di inaugurazioni, se non di quella dei primi  anni '50, alla presenza del Sindaco di Bologna Dozza. Nessuna discrepanza: quello che risulta sull'edificio degli anni '30 è che ha subito diversi rifacimenti nel corso del dopoguerra, anche a  seguito di un bombardamento bellico. Segnalo che oggi l'edificio è stato svuotato, con modalità che non conosco, delle strumentazioni storiche che sicuramente hanno un valore storico e scientifico e che oggi, quindi, non sono più in  possesso della Rai“.

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