Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Pride, Caffarra VS Merola: "Matrimoni e adozionI gay, battuta a braccio che costa poco"

"Viene da piangere, omo ed etero non sono coppie equivalenti". Lo ribadisce l'arcivescovo Carlo Caffarra all'indomani del Pride e delle dichiarazioni del sindaco dal palco di Piazza Nettuno

"Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un'evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose". Lo ribadisce  il cardinale di Bologna Carlo Caffarra all'indomani delle dichiarazioni dal palco del sindaco Virginio Merola che sabato, durante il Pride, che aveva auspicato il riconoscimento dei matrimoni e delle adozioni per le coppie gay.

GRAVI AFFERMAZIONI. "Le affermazioni fatte dal sindaco di Bologna riguardanti il matrimonio e diritto all'adozione per le coppie gay sono di tale gravità, che meritano qualche riflessione", scrive in una nota Caffarra. Merola, dal palco del Pride, aveva detto: "La strada è segnata, la direzione è chiara. Anche l'Italia deve riconoscere i matrimoni gay e i diritti gay all'adozione". Secondo Caffarra, "quanto da lui profetato come ineluttabile destino del Paese a diventare definitivamente civile riconoscendo alle coppie omosessuali il diritto alle nozze e all'adozione è una battuta a braccio che costa poco: tanto non dipende dal sindaco". Ma, prosegue l'arcivescovo, "ciò non toglie la gravità di tale pubblica presa di posizione da parte di chi rappresenta l'intera città. E dove mettere il cittadino che non per fobia ma con motivate ragioni ritiene matrimonio ciò che è stato definito tale fin dagli albori della civiltà o ritiene non si possa parlare di un diritto ad adottare ma del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre?". Davvero, continua Caffarra, "questo cittadino, con la sua cultura e le sue ragioni, è da giudicare incivile e fuori dalla storia, condannato a sentirsi estraneo in casa sua, perché non riesce a stare al passo del sedicente progresso?". Dunque, "naturalmente ci sarà chi, riempiendosi la bocca di laicità dello Stato (che è cosa ben più seria!), ci accuserà di voler imporre una dottrina religiosa. Ma qui non c'entra religione o partito, omofobia o discriminazione: sono i fondamentali di una civiltà estesa quanto il mondo e antica quanto la storia ad essere minati; e forse non ci si accorge dell'enormità della posta in gioco", conclude il religioso.

FRANCO GRILLINI. "Se la dovrebbe prendere anche con Obama, con la Corte Suprema Usa, con Cameron, con Hollande, con Zapatero, con i portoghesi, gli olandesi, gli svizzeri, gli svedesi, i danesi (che sono stati addirittura i primi nel lontano '89), con gli argentini della Kirckner, con i Wilma Youssef, con gli uruguaiani, i neozelandesi, ecc (abbiamo perso il conto) e infine con la nostra Corte Costituzionale e la Cassazione che ha detto che e' radicalmente superata l'idea che si possono sposare solo un uomo e una donna. Se la dovrebbe prendere anche con il popolo di quattro Stati americani più gli svizzeri, che hanno detto sì con un referendum perché la novità, caro Caffarra, è che la maggioranza del popolo ormai è d'accordo con il matrimonio egualitario". Lo afferma Franco Grillini, presidente Gaynet e consigliere regionale dell'Emilia-Romagna. "Caffarra - aggiunge Grillini - faccia il pastore di anime anziché intromettersi nella vita degli altri insultando e insolentendo milioni di persone della comunità lgbt che spesso sono pure cattolici. Caffarra piange? Si ricordi che la chiesa cattolica ha fatto piangere le persone lgbt per 2000 anni massacrandole sui roghi una volta reali ed ora virtuali. La storia siamo noi, caro cardinale, voi siete antistorici, antimoderni e ormai minoranza. Potete pensarla come volete, ma, se dio vuole, non potete più imporre alla maggioranza di non credenti o di altre religioni la vostra religione per legge".

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