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Maltempo, calcinacci in Porta Saragozza: si stacca la zampa del leone

È stato interdetto al transito pedonale il lato destro del cassero in direzione centro, all'angolo tra via Saragozza e i viali

L'acquazzone di ieri pomeriggio su Bologna, come spesso accade, ha provocato qualche allagamento, la caduta di rami e anche di calcinacci in Porta Saragozza. 

I primi frammenti della statua in arenaria del leone che si trova sull'edificio del Cassero di Porta Saragozza si sono staccati nella serata di ieri. La Polizia Municipale allertata dai Vigili del Fuoco ha interdetto l’area, che è stata recintata con 20 metri di transenne con luci e frecce.

La parte che si è staccata dalla statua, che peraltro era già protetta da una rete, è la zampa del leone di destra (guardando la Porta dai viali) e un pezzo di scudo. È stato dunque interdetto al transito pedonale il lato destro del cassero in direzione centro, all'angolo tra via Saragozza e i viali di circonvallazione. 

Nelle prossime ore i tecnici comunali faranno un sopralluogo per verificare lo stato di degrado della statua. Verrà poi stilata una relazione tecnica dello stato di fatto e il progetto di intervento per il ripristino con computo metrico. Il tutto verrà infine inviato in Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna per il necessario nulla osta. Soltanto allora si potrà procedere con l’intervento.

Un episodio simile si è verificato il 26 agosto scorso in via San Vitale, dove da Palazzo Orsi si erano staccati pezzi di cornicion: la via era stata chiusa al transito e l'area messa in sicurezza. 

La parola all'esperto 

Bologna Today a maggio scorso aveva interpellato Piero Cavarocchi, geologo laureato all'Alma Mater, specializzato nella conservazione dei beni culturali: "Bisogna partire dall'arenaria, il materiale utilizzato per la costruzione di moltissimi palazzi bolognesi. Si tratta di una roccia sedimentaria e la sua resistenza agli agenti atmosferici dipende dal cemento, o matrice, che tiene insieme i granuli. A Bologna dal Medioevo in poi è stato utilizzato un tipo di arenaria, la molassa, che veniva estratto dalle cave più vicine alla città, in zone geologicamente riconducibili alla formazione di sabbie gialle, quindi poco cementate".

In pratica un materiale poco durevole ... 

"Poroso e non particolarmente resistente all'azione corrosiva delle piogge acide (trasformazione degli inquinanti atmosferici nell'acqua - ndr). Un altro processo di degrado è il crioclastismo: l'acqua che penetra nella roccia, durante l'inverno ghiaccia, creando così una pressione che provoca il cedimento e le alterazioni". 

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