Lavoro nero e locali malmessi a Calderara: due denunce e contatore piombato

Immigrati irregolari e luoghi di lavoro pessimi. 'Piombato' il contatore del gas per tutelare i dipendenti da un eventuale scoppio

I Carabinieri della Stazione di Calderara di Reno, coadiuvati dalla Polizia Municipale, nel corso dei controlli finalizzati alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, hanno denunciato un cittadino cinese di 56 anni, titolare di un'azienda tessile.

I locali erano già stati controllati ad agosto e in quell’occasione i militari avevano riscontrato diverse anomalie di carattere amministrativo e penale. La nuova “visita” era mirata a verificare se il datore di lavoro si fosse adeguato alla normativa italiana.

Durante la precedente ispezione infatti erano stati identificati 58 lavoratori (53 cittadini cinesi e 5 pakistani). Tra questi, un operaio era stato assunto, pur essendo irregolare sul territorio italiano e per questo motivo, il titolare, oltre ad essere sanzionato per le irregolarità riscontrate, era stato anche denunciato all’Autorità Giudiziaria. L’azienda veniva gestita con metodi arcaici e gli operai erano stati privati di qualsiasi diritto, come il riposo settimanale e la dignità di lavorare in un ambiente decoroso. Erano state rilevate anche violazioni edilizie perché alcune stanze erano state trasformate in camere. 

Non avendo adempiuto a quanto prescritto dalla legge, sono scattati i nuovi provvedimenti nei confronti del titolare, a causa della mancanza di una serie di requisiti di natura logistica, amministrativa e sanitaria. I Vigili del Fuoco hanno “piombato” il contatore del gas per tutelare i dipendenti da un eventuale scoppio dovuto a delle irregolarità dell’impianto. Per non parlare di alcuni abusi edilizi scoperti dalla Polizia Municipale.

Carabinieri e ispettorato del lavoro hanno controllato un’altra ditta situata nel centro di Calderara di Reno. All’interno dell’azienda c’erano quattro immigrati irregolari cinesi di 36, 38, 40 e 54 anni, sprovvisti di permesso di soggiorno. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Entrambe le ditte confezionavano abiti per un’azienda italiana situata a Bologna.

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