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Calderara, lavoro nero e sfruttamento: la Procura ferma azienda tessile

Anche decine di attrezzature non a norma. Il titolare, già multato per 50mila euro, ora rischia di pagare 10 volte tanto

Non solo "lavoro nero" e favoreggiamento dell'immigrazione in un laboratorio tessile di Calderara, ma anche decine di attrezzature non a norma. E' il prosieguo di un'operazione dei militari di Calderara, del NIL - Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, del personale Ausl e dell'Ispettorato, iniziata a marzo scorso.

La piccola azienda è stata in pratica bloccata, dopo che 38 macchinari di taglio e cucito importati dall'est Europa sono risultati non rispondenti alle norme di sicurezza, mentre su altre sei non era stata effettuata alcuna manutenzione. Ieri la Procura di Bologna ha emesso il decreto di sequestro preventivo convalidato dal GIP.

Il 27 marzo, dopo un controllo, erano state denunciate dieci persone di nazionalità cinese. 

Il titolare dell'azienda, C.F. di 26 anni, già denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (art. 12) e occupazione di stranieri irregolari (art. 22), oltre che per sfruttamento, era stato inoltre sanzionato per 50mila euro, ora rischia di pagare 10 volte tanto.

Dei 26 lavoratori identificati nel corso dell'ispezione, otto erano stati denunciati per ingresso illegale nel territorio dello Stato (art. 10 bis Testo unico sull'immigrazione), mentre L.M., 46 anni, era stato denunciato perché inottemperante a un provvedimento di espulsione emesso dal questore. 

Lavoro nero e locali malmessi a Calderara: due denunce e contatore piombato

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