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Camion in Piazza Maggiore: 'Zona sensibile per terrorismo, mancata sicurezza'

L'assessore Malagoli chiede spiegazioni alla Questura, che fornisce una scarna precisazione. Intanto le varie forze politiche rimarcano il problema sicurezza. Pronta interrogazione parlamentare

In piazza Maggiore è successo qualcosa di "inconcepibile" e su questo la Questura, che aveva in mano la gestione della zona, dovrà dare delle spiegazioni. Così l'assessore alla Sicurezza del Comune di Bologna, Riccardo Malagoli, sul caso del camion che durante il concerto dei Nomadi si è ritrovato a passare tra la folla (GUARDA IL VIDEO).
Il Comune, come annunciato stamane, ha avviato delle immediate veririfiche, e in base alla propria ricostruzione "l'autista era autorizzato ad entrare da via Ugo Bassi per fermarsi al fianco di Palazzo Re Enzo", dove si è svolto ieri sera il Festival del tortellino. Ma "non si capisce perchè non abbia aderito a questa prescrizione", spiega Malagoli, intervistato da Radio Bruno. "Credo che sia una cosa inconcepibile", afferma l'assessore, ricordando che "la piazza era presidiata dalle forze dell'ordine" in quanto, da tempo, la zona di San Petronio è considerata un "obiettivo sensibile" sul fronte del terrorismo.

"La gestione della piazza in questi casi è in capo ad un funzionario della Questura- continua Malagoli- che di fatto comanda tutti coloro che sono in piazza, compresi i nostri vigili urbani, che non è che non ci fossero, ma erano stati collocati dal funzionario in un'altra zona della piazza". Di certo c'è stata una "leggerezza ingiustificabile- aggiunge Malagoli- e una sottovalutazione da parte dell'autista di un rischio vero che ha corso anche lui, perchè entrare in piazza, salire sul Crescentone con migliaia di persone e sperare di non mettere sotto nessuno è un'incoscenza".

Piazza Maggiore, poi ha ricordato l'assessore, "è un punto sensibile rispetto a possibili attacchi terroristici e non capisco come possa essere successa, dopo Nizza, una cosa del genere". Anche se fosse "solo passata la macchina di uno straniero, che non sapeva dove si trovava e chcasomai il navigatore l'aveva portato lì doveva essere fermato". Intanto quanto accaduto "ci fa fare tantissimi passi indietro rispetto allo sforzo che stiamo facendo congiuntamente per assicurare che la città è controllata.
Il Comune sta facendo la propria parte per garantire un "lavoro congiunto" con le forze dell'ordine, però  "se i vigili presenti in piazza- continua Malagoli- erano destinati a piazza IV Novembre o in via Rizzoli, non possiamo pensare che potessero essere in due punti contemporaneamente". Questo "vuol dire che era stato previsto che quella zona di accesso alla piazza venisse monitorata da altri", afferma l'assessore.

LA VERSIONE DELLA QUESTURA. In merito all’episodio dalla Questura in via ufficiale giunge solo una scarna precisazione: "Il conducente del mezzo stava tentando di raggiungere Piazza Nettuno per consegna-ritiro merci presso palazzo re Enzo utilizzando il percorso di Piazza Galvani e via dell’Archiginnasio - si legge in una nota da piazza Galileo - Resosi conto della svolta del camion, il personale di servizio è intervenuto per bloccare ed identificare il conducente. In considerazione della pericolosità di una eventuale manovra di retromarcia, ha quindi ritenuto opportuno creare un corridoio per consentire il veloce attraversamento della piazza". 

Sul posto anche l'Esercito impegnato nelle attività "Strade Sicure" che non è intervenuto poichà non competente per la gestione della sicurezza della Piazza. 

POLEMICHE DALLA POLITICA. Intanto le varie forze della politica, dopo l'accaduto, polemizzano. "Al di là delle risposte che l'assessore alla sicurezza Malagoli dice di attendere dalla Questura, è evidente -attaccano i consiglieri di Insieme Bologna Manes Bernardini e Giulio Venturi- una inconcepibile assenza in loco, al momento dell'accaduto, delle forze preposte per il controllo degli accessi al centro storico, oltre una grave mancanza di adozione di azioni a prevenzione e tutela della sicurezza dei cittadini, in barba a tutte le dichiarazioni di intenti della giunta sull'argomento "sicurezza urbana" e "azioni antiterrorismo". "Il controllo del territorio- concludono i consiglieri- pare essere attivo solo per i bolognesi, ma totalmente assente quando si deve tutelare la sicurezza di migliaia di persone raccolte in uno dei luoghi sensibili della città". 

La Lega nord fa sapere che presenterà un'interrogazione parlamentare per far luce sull'episodio di ieri sera in piazza Maggiore. Lo annuncia in aula Lucia Borgonzoni, consigliera comunale del Carroccio, definendo un fatto "gravissimo" quanto accaduto. Il camion di fatto "ha costeggiato il muro della basilica di San Petronio- sottolinea Borgonzoni- dove c'è l'affresco su Maometto all'inferno", a causa del quale la chiesa bolognese è ritenuta un obiettivo sensibile del terrorismo internazionale. Visto quanto accaduto, "ci saremmo aspettati che il sindaco Virginio Merola oggi fosse in aula per spiegare cos'è accaduto", aggiunge la consigliera leghista. Merola, fa sapere il suo staff, oggi non è in città per altri impegni.

Sul caso interviene anche Marco Lisei, capogruppo di Fi, sempre durante il Consiglio comunale di oggi. "In un centro storico che praticamente abbiamo trasformato in fort Alamo, dove vengono multate anche le mosche quando passano sotto Sirio senza autorizzazione- punge Lisei- mi ha colpito il fatto che un camion sia apparso magicamente nel corso di una manifestazione con così tanta densità di spettatori". Per Lisei emergono "naturali preoccupazioni sulla sicurezza", visto lo "spavento" creato da "una situazione che non può che ricordare quanto accaduto a Nizza".

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