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Campi nomadi, sequestrati beni per un milione dalla Gdf. Merola: 'Fuori i condannati'

Il sindaco avvisa: nessuno sconto. Intanto l'opposizione in Comune bersaglia l'assessore Frascaroli, pronte numerose interrogazioni in sede di question time, ma l'interessata non era presente in aula. Volano le proposte, dal "chiudere i campi" all' "interrompere la fornitura gratuita di utenze e aree"

"Se uno viene condannato, viene buttato fuori". Così sindaco di Bologna, Virginio Merola, commenta l'operazione della Guardia di finanza che due giorni fa ha sequestrato beni e conti per un milione di euro a 18 persone, sconosciute al fisco o con redditi superiori a quelli dichiarati, tutte residenti nei campi nomadi della città o in aree limitrofe.

"Abbiamo fornito noi i dati alla Guardia di finanza, quelli a conoscenza del Comune. Quindi- sottolinea Merola riferendosi all'operazione - siamo più che soddisfatti". A questo punto, come pensa di agire il Comune? "Come facciamo in questi casi: se uno viene condannato- afferma il primo cittadino- viene buttato fuori. Oppure, se uno non paga, viene sfrattato così come facciamo per le case Acer". Aggiunge Merola: "Per noi non c'è distinzione di ceto o di etnia".

"SCOPPOLE" DALL'OPPOSIZIONE. Oggi, in sede di Question Time a Palazzo D'Accursio, sulla questione sono piovute ben cinque interrogazioni che diversi consiglieri di opposizione hanno rivolto all'assessore al Welfare, Amelia Frascaroli, che però non era presente in aula.

"E' sicuramente una discriminazione dire che tutti gli zingari rubano o sono criminali- afferma Marco Lisei (Fi)- ma non si può neanche dire che sono solo casi isolati", dunque "i campi nomadi vanno chiusi". La Giunta procede in modo "assolutamente contrario al nostro Regolamento, che non prevede campi nomadi permanenti", aggiunge Michele Facci (Fi): "E' un problema di legalità che sta cagionando un rilevante danno erariale alla comunità".

Per Massimo Bugani (M5s), "non sono i nomadi il problema numero uno di Bologna e del Paese", ma allo stesso tempo ci sono "vantaggi" che non vanno tollerati: "Un milione di euro negli ultimi sette anni è la cifra che abbiamo dato ai campi. Allora magari prendiamo questi beni, prima che arrivi la Gdf, facciamo delle verifiche- afferma Bugani- e sequestriamoli, perchè sono soldi che dovevano arrivare al Comune e non sono arrivati mentre ci sono Porsche e moto" negli stessi campi.

L'assessore Frascaroli "soffre di incontinenza verbale con i giornali, perchè rilascia interviste continue, però poi- attacca Lucia Borgonzoni (Lega nord)- non si presenta nè alle commissioni nè in Consiglio". Infine un'altra leghista, Francesca Scarano, invita la Giunta a presentarsi in aula lunedì con una "rendicontazione sulle azioni conseguenti a questa scoperta clamorosa" da parte della Gdf, a cominciare da una necessaria "interruzione della fornitura gratuita di utenze e aree".

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