Campi Rom, Lega avvia raccolta firme: 'Operazioni di Merola sono solo di facciata'

E' l'azione proposta per "per modificare la legge a favore dei bolognesi". Secondo la candidata sindaco del Carroccio le operazioni di Merola "vanno a colpire solo i campi che si vedono, mentre ce ne sono tanti nascosti. Questa amministrazione ha fatto ancor peggio di Delbono"

Saranno i bolognesi a decidere sui campi rom. Questo è quello che hanno affermato il capogruppo della Lega Nord del Comune di Bologna (e candidata sindaco per il centrodestra) Lucia Borgonzoni e Daniele Marchetti, consigliere regionale del Carroccio, annunciando un progetto di legge di iniziativa popolare che affronterà uno degli argomenti più caldi di queste elezioni, almeno da quello che è risultato dai primi incontri con i cittadini all'ombra dei gazebo

In sostanza si dice no alle aree sosta nomadi e alle microaree attraverso una raccolta firme che dovrà arrivare a contare 5 mila firme volte a modificare la Legge regionale 16 luglio 2015 n.11 (Norme per l'inclusione sociale dei Rom e Sinti): "Per come questa legge (nata per 'correggere il tiro' di quella precedente) è strutturata, gli obiettivi sono disattesi  e alcuni commi e articoli entrano in contraddizione con alcuni dei principi espressi - spiegano Borgonzoni e Marchetti -  innescando delle palesi discriminazioni che vanno a danneggiare i cittadini italiani. In due settimane raccoglieremo tutte le firme che servono!".

E visto che siamo in piena campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative, la Borgonzoni tiene a fare una precisazione: "Gli interventi di Merola e compagni degli ultimi tempi sui campi rom non sono altro che specchietti per le allodole: ha fatto sgomberare e bonificare le aree visibili, mentre le baraccopoli abusive che restano nascoste sono ancora lì. Ma questo solo perchè sta correndo al secondo mandato, mandato che non avrà mai visto il disastro che ha combinato con i suoi assessori. Domani ci penserò io a mostrare quanti e quali siano ancora le emergenze". 

"Dopo anni di chiacchiere arriva il nostro progetto di legge - precisa Daniele Marchetti - che vuole eliminare le ingiustizie sociali che abbiamo davanti agli occhi. Ai cittadini dell'Emilia Romagna non sono concesse tante cose che invece vengono ammesse quando si parla di aree e microaree Rom e Sinti, come per esempio il cambio di destinazione d'uso degli edifici al loro interno. Questa legge regionale è troppo fumosa e noi della Lega Nord vogliamo superare le aree sosta, dalle più grandi alle più piccole". 

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