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Foto sito BBS

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Nuovo campo Business School, il comune di Bologna approva

Pronta deroga per il progetto Cucinella. L'assessora Orioli: "Intervento virtuoso"

Il Comune di Bologna sposa il progetto per la realizzazione del nuovo campus della Bologna business school (Bbs), di fatto tramite l'ampliamento dell'attuale sede di Villa Guastavillani. Un'operazione "molto interessante", afferma la vicesindaca con delega all'Urbanistica, Valentina Orioli, presentando in commissione la delibera necessaria per rilasciare un permesso di costruire in deroga.

Permessi di questo genere "ne abbiamo rilasciati diversi in questo mandato e sempre per ragioni di pubblica utilità", afferma Orioli, offrendo "una qualificazione significativa alle dotazioni e alle opportunità all'interno della città". In questo caso "parliamo della Bbs, istituzione che è parte dell'offerta formativa dell'Alma Mater, che ha sede attualmente a Villa Guastavillani, immobile di proprietà comunale".

Intanto però la Fondazione della Bbs ha acquistato anche un complesso di immobili che in pratica è adiacente alla Villa, sempre lungo via degli Scalini, con l'intenzione di integrare queste strutture e dar vita ad un unico polo. Il progetto, affidato allo studio Mario Cucinella architects, prevede di ristrutturare e ampliare i fabbricati esistenti nell'area adiacente alla Villa, per poi "connetterli a quello principale - sintetizza Orioli - per configurare il campus della Bbs".

Si potranno così inserire nuove funzioni, come una mensa e alcune aule multifunzionali. Per questo servono delle deroghe in realtà "molto piccole", sottolinea Orioli: circa 300 metri quadri per l'ampliamento degli edifici e circa 90 per gli elementi che connetterranno i due lotti. Quindi "un inserimento molto rispettoso delle dimensioni e della relazione paesaggistica tra gli elementi - aggiunge la vicesindaca - che è un po' la cifra di questo luogo".

Sul progetto si leva invece la voce contraria della consigliera Dora Palumbo (misto). "La collina di Bologna è sacra e non andrebbe aggiunta neanche una pietra", afferma Palumbo, che giudica "sbagliata" la scelta del luogo per la collocazione di un campus. Se non altro perché Villa Guastavillani "è scomoda da raggiungere" e quindi, anche se esiste una navetta dedicata, già oggi "chi può ci va con l'auto e questa non è una cosa positiva", afferma la consigliera.

"Dobbiamo intenderci sul significato della parola campus - replica Orioli - che nelle politiche inseditive dell'Alma Mater è molto usata ed ha un significato evocativo, ma che si presta a volte ad essere equivocata". A Bologna "parliamo di campus semplicemente per indicare una modalità localizzativa diffusa", continua la vicesindaca, non di "una concentrazione insediativa come avviene con i campus americani". Nel caso in questione, si tratta di "consolidare la presenza della Bbs allargando alcuni servizi - aggiunge Orioli - che sono comunque richiesti da chi la frequenta", cioè "non i grandi numeri" degli studenti universitari bensì "frequentatori di master di breve durata, concentrati nei fine settimana".

È un "progetto equilibrato, anch'io penso che la collina sia sacra - continua Orioli - e proprio per questo preferisco collocarvi funzioni pubbliche che permettano una fruizione più allargata", per di più con un recupero "di qualità" dei fabbricati presenti: mossa "virtuosa", perché altrimenti gli immobili rischierebbero di non essere ristruturati o di essere trasformati "nelle ennesime abitazioni private. Io non ho niente contro queste, ma vanno a sfavore della fruizione del luogo e della sua valorizzazione come bene collettivo". Infine, per quanto riguarda la mobilità, il Comune ha chiesto e ottenuto che la Bbs potenzi la navetta dedicata. (Dire)

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