Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Pilastro / Via San Donato

Campi rom abusivi San Donato, Borsari: 'Intollerabile, a rischio incoluminatà dei minori"

'La proprietà deve ottemperare all'ordinanza comunale che ha imposto la bonifica dell'area e anche il Quartiere si rimbocca le maniche' così il Presidente, ma un semplice sgombero non risolve i problemi

Dopo il nostro reportage sui campi nomadi abusivi in città, ci siamo chiesti quali sono le azioni da intraprendere in tempi brevi per far fronte alle problematiche di sicurezza, sanitarie e sociali che abbiano riscontrato.

"Si tratta di episodi intollerabili, perchè oltre a rappresentare una seria criticità dal punto di vista sanitario e ambientale, spesso mettono a rischio anche l'incolumità di minori", così il presidente del Quartiere San Donato Simone Borsari che abbiamo interpellato sugli insediamenti abusivi, "ogni volta che il Quartiere constata l'esistenza di situazioni come queste, si rimbocca le maniche e si mette a lavorare con tutti gli altri soggetti competenti al ripristino della legalità, preoccupandosi che al contempo venga garantita protezione ai soggetti più fragili. Ciascuno deve fare la propria parte, senza tentennamenti o timidezze".

Per quanto riguarda l'insediamento di Via Stalingrado, Borsari conferma che "la Polizia Municipale si è già attivata per instaurare un canale di comunicazione con la società privata proprietaria del terreno", mentre l'insediamento di Via del Pilastro "è stato oggetto di vari sgomberi anche in passato".

Che ruolo ha il Quartiere San Donato? "Abbiamo voluto incontrare il soggetto proprietario di questo terreno assieme alla Polizia Municipale, ai servizi sociali ed al rappresentante del Settore centrale competente sul controllo ambientale per concordare un percorso certo, in un quadro di responsabilità chiare. La proprietà deve ottemperare all'ordinanza comunale che ha imposto la bonifica dell'area. E La bonifica deve avvenire contestualmente allo sgombero degli occupanti abusivi: i servizi sociali del Quartiere sono a disposizione per coordinarsi con le forze dell'ordine".

Non è certo semplice "lo sgombero di per se non risolve i problemi. Non sempre i proprietari dei terreni occupati abusivamente hanno la volontà o i mezzi sufficienti a garantirne la sicurezza. Il difficile arriva nel momento in cui si vuole mettere in sicurezza le aree vulnerabili in maniera permanente e restituirle alla città, ad esempio promuovendo la collaborazione tra i proprietari e soggetti che si mostrino interessati a presidiarle o gestirle".

Quali le norme vigenti? "Lo abbiamo purtroppo sperimentato anche di recente - spesso ritardano o ostacolano percorsi come questo, e la vera sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di trovare soluzioni che aiutino chi si rende disponibile a bonificare e gestire le aree a rischio".

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