Canale Navile, una raccolta firme per bonificarlo: "Abbiamo un tesoro, lo copriamo di spazzatura"

Il Comitato "Salviamo il Navile" sta raccogliendo le firme per la bonifica, intanto è arrivata la convocazione del Comune: "L'assessore Orioli riceverà la delegazione di cittadini"

Esiste un gruppo di cittadini bolognesi che ama in modo spropositato il canale che tanto ha arricchito la storia di Bologna: il Navile, al Navélli, per dirla come si deve. Ne conoscono la storia, ogni curva che fa il suo corso a partire dalla Chiusa di Casalecchio e purtroppo ne conoscono anche i punti deboli. Tanti ad oggi. 

Associazioni e residenti: "Disservizi e degrado, eppure abbiamo un tesoro"

Il comitato "Salviamo il Navile" è un po' il custode di questo canale, composto da cittadini che vogliono far conoscere e preservare gli aspetti storici e naturalistici del corso d'acqua, insieme a quattro associazioni: Parco dei Giardini, Oasi dei Saperi, Vitruvio e il Ponte della Bionda. Mauro Tolomelli, portavoce del comitato, fa sapere che i problemi sono tanti a partire da una delle ultime trovate fortunatamente già risolte: "Avevano chiuso due ingressi alla ciclovia senza neppure mettere un avviso, ma non si fa così. Noi siamo i primi a curarci dei problemi di sicurezza, ma quando ci accorgiamo che le cose vengono fatte a metà non ci facciamo problemi ad alzare la voce e chiedere che questa bellissima area ricca di storia venga valorizzata". 

Tolomelli e compagni stanno fra l'altro raccogliendo le firme per una petizione che chiede alle Istituzioni interventi di risanamento e riqualificazione "Vista la grave insalubrità in cui versa il canale, riteneniamo sia urgente e non più differibile un piano di risanamento. Il Navile è parte integrante dell'ecosistema del territorio urbano e chiediamo di individuare un gruppo tecnico di cui faccia parte anche una delegazione di cittadini". 

I problemi più grossi? Buche e sporcizia, cruciale il destino dei sostegni"

"Se deve essere una ciclovia è bene che sia sicura - spiega Tolomelli - e qualcosa deve essere fatto per tutte queste buche, anche perchè stanno ad indicare dei cedimenti che bisogna prevenire. Sul senso civico della gente che viene fino a qui per gettare nell'acqua divani, pneumatici e vasche da bagno non c'è molto da dire, come anche sull'accampamento rom che compare e scompare lasciando montagne di rifiuti che poco a poco diventano tutt'uno con il panorama. Una cosa su cui si potrebbe riflettere davvero è il recupero degli edifici dei sostegni come quello del Grassi (in verità, a parte il Battiferro praticamente l'unico non ancora crollato), se non fosse che tra permessi e Sovrintendenza ci vorrebbero 500 mila euro, cifra che noi non abbiamo. Sarebbe però così bello riportarlo in sicurezza e 'assumere' un ragazzo che se ne occupi aprendolo al pubblico...". 

Le riprese con il drone: "Il bello del Navile"

Le riprese con il drone: "Il brutto del Navile: degrado e sporcizia"

Eppure qualcosa si è mosso

"L'assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Valentina Orioli - spiega ancora Tolomelli tenendo stretta in mano la stampa di una email ricevuta dal Comune di Bologna - ci ha convocati per un incontro a fine maggio". L'appuntamento arriva a seguito della notizia di due delibere della Regione Emilia-Romagna che come da approvazione, daranno il via a un intervento di pulizia del canale e a una "sperimentazione volta a garantire una portata di base in tutte le condizioni idrogeologiche nel Navile e nel Savena abbandonato”. 

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LA CICLOVIA LUNGO IL NAVILE. Si tratta di un percorso ciclo-turistico di circa 6 Km, che si estende lungo le sponde del Navile, uno storico canale artificiale di circa 40 km, costruito tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200, che collegava Bologna a Venezia. Il Navile ha rappresentato un’importante via di collegamento per i traffici commerciali marittimi, poiché grazie a tutti i “sostegni” (sinonimo di chiusa) e le opere idrauliche costruite lungo il suo percorso, era navigabile fino al mare. Il canale rimase in uso fino al secondo dopoguerra e lungo le sue rive si attestarono gli insediamenti produttivi che sfruttarono l’energia data dall’acqua con le ruote a pale, come le fornaci, i mulini e le piccole centrali elettriche. Questo itinerario naturalistico permette a chi desidera approfondire la storia economico-produttiva di Bologna di visitare, durante il percorso, il Museo del Patrimonio Industriale, collocato in una ex fornace del XIX secolo. Una volta percorso a ritroso la ciclabile, suggeriamo ai ciclisti più audaci di proseguire lungo il tratto che collega il centro città a Casalecchio di Reno (Bologna Welcome). 

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