Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Cannabis terapeutica: "Non c'e' ancora un dato sulla tossicità"

Oggi a Bologna una giornata di studi sulla cannabis terapeutica. Patrizia Hrelia, presidente della Societa' italiana di Tossicologia: "Ancora pochi studi"

Patrizia Hrelia, presidente della Societa' italiana di Tossicologia (Sitox), che questa mattina all'Accademia delle Scienze di Bologna ha aperto la giornata di studi proprio sulla cannabis terapeutica facendo una considerazione sulle prospettive sull'uso medico della Cannabis: "Gli studi finora sono ancora troppo pochi per trarre conclusioni sulla sua efficacia e sicurezza, soprattutto a lungo termine". 

POCHI STUDI SULL'USO MEDICO DELLA CANNABIS. "Se ne parla tanto - spiega Hrelia a margine del convegno - ma il grande problema è che ci sono pochi studi sull'uso medico della cannabis. Non c'e' ancora un dato sulla tossicità che sia utile a trarre conclusioni sull'efficacia e la sicurezza della sostanza. Dunque è un discorso aperto".

LA LEGGE. La legge del novembre 2016 che ha dato il via libera agli usi medici della cannabis ha "fortemente standardizzato" sia le preparazioni sia la dispensazione del prodotto, che ad esempio puo' essere assunto solo con un decotto o con aerosol tramite un vaporizzatore specifico.

Inoltre, sono strettamente definiti anche i casi in cui puo' essere utilizzata la cannabis medica: per la terapia del dolore nei pazienti affetti da sclerosi multipla; contro nausee e vomito causati da chemioterapia, radioterapia e terapie per Hiv; come stimolante dell'appetito nella cachessia, anoressia e malati di Aids; per combattere l'effetto ipotensivo del glaucoma; per contrastare gli spasmi dovuti alla sindrome di Gilles de la Tourette.

CONTROINDICAZIONI. Definite anche le controindicazioni per adolescenti, persone con disturbi cardio-polmonari, malati epatite e con grave insufficienza renale, oltre a chi ha alle spalle disturbi psichiatrici, abuso di sostanze, tossicodipendenze o terapie con antidepressivi. Va evitata, naturalmente, anche in gravidanza. 

Finora, continua la presidente della Sitox, "non hanno segnalato effetti tossicologi" derivanti dall'uso medico della cannabis, ma "sul lungo periodo non lo sappiamo. Gli studi sono ancora pochi per avere un quadro completo. Oggi conosciamo soprattutto controindicazioni e interazioni con altri farmaci".

Il progetto pilota avviato dal ministero nel 2015, che terminera' alla fine del 2017, riguarda il preparato Cannabis FM-2, che ha un basso contenuto di Thc (5-8%), il principio attivo responsabile dei disturbi psicotici legati al consumo della sostanza, e di cannabidiolo (Cbd). La pianta viene coltivata a Firenze, all'interno dell'Istituto chimico militare.

"E' un progetto coraggioso, una scommessa del ministero- aggiunge il farmacologo Gioacchino Calapai dell'Universita' di Messina, membro del tavolo tecnico dello stesso ministero sulla fitomedicina- fatta un po' al buio. Anche se i risultati prodotti non hanno finora fornito risposte esaustive, e' evidente che l'uso a lungo termine della cannabis produce un deficit nell'apprendimento, che si riflette sull'iter e sul rendimento negli studi". Sulla questione ci sono pero' "studi contrastanti", perche' alcune ricerche sostengono ad esempio che "l'effetto non sia irreversibile". Per questo, insiste Calapai, "e' importante investigare sulle modalita' di somministrazione alternative al fumo per mitigare i danni, sull'efficacia e la sicurezza delle preparazioni e sul ruolo dei principi attivi Thc e Cbd". (Agenzia DIRE)
 

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