Cantiere abbandonato in via Misa, Orioli: "La custodia compete alla proprietà"

"Edificio diverso, evoluzione peggiorativa rispetto alla prima proposta - ha detto Orioli - sappiamo che la proprietà intende presentare un nuovo progetto"

"La proprietà ha presentato un progetto di trasformazione residenziale dell’immobile che aveva ricevuto nel 2019 una valutazione preventiva positiva. La valutazione preventiva in questo caso ha il valore di un parere, non è un titolo edilizio" ovvero la Scia - Segnalazione Certificata Inizio Attività.

Così, rispondendo alle domande delle consigliere Palumbo (Gruppo Misto) e Scarano (Lega), l'assessore ll'Urbanisticfa Valientina Orioli in question time sul cantiere di Via Misa 18 che, come hanno denunciato a Bologna Today i residenti, è in stato di abbandono.

La Scia "ha proposto un edificio diverso, che rappresenta in effetti una evoluzione peggiorativa rispetto alla prima proposta - ha detto Orioli - e che deve essere coerente con tutte le norme vigenti, oltre ad avere una qualità adeguata al contesto. Per questa ragione lo scorso 23 giugno abbiamo emesso una Ordinanza per conformare la Scia, che ha determinato la sospensione dei lavori". 

"E' abbandonato e pericoloso, davvero un brutto panorama, con la vegetazione che ormai la fa da padrona  - avevano segnalato i residenti a Bologna Today - la recinzione si potrebbe tagliare con un paio di forbici, senza contare che con l'arrivo dell'inverno potrebbe diventare un ricovero, se non lo è già diventato, c'è anche uno scavo molto profondo". A fine giugno era stata stata lanciata una petizione che aveva raccolto 300 firme: "Ci siamo sentiti poco considerati, messi davanti al fatto compiuto". 

"Di tutti i passaggi abbiamo tenuto costantemente informati sia la presidente di Quartiere che i residenti, che insieme abbiamo anche incontrato - ha detto l'assessore in Consiglio - in seguito alla sospensione dei lavori gli Uffici comunali hanno ripreso l’interlocuzione con la proprietà e con i tecnici incaricati, apprendendo dell’intenzione di modificare radicalmente il progetto nella direzione auspicata dai cittadini.
Sappiamo che la proprietà intende presentare un nuovo progetto, confermando la destinazione residenziale, ma contenendo lo sviluppo del nuovo edificio entro la volumetria della piastra commerciale esistente". Tra via Misa e via Felisina infatti sorgeva un supermercato, una costruzione di circa 4 metri di altezza. Ora Orioli spiega che il nuovo progetto non è ancora stato presentato al Comune anche se "risulta che sia stato discusso in Assemblea di condominio fino a raggiungere un accordo fra i condomini e la proprietà. Il fatto che si sia raggiunto un accordo ci sembra molto positivo". Quindi non rimane che attendere. 

Per l'assessore "i cittadini residenti nei condomini circostanti saranno sicuramente soddisfatti per un progetto più rispettoso delle preesistenze, poiché una delle più grandi preoccupazioni da loro espresse era legata all’aumento di altezza dell’edificio e al conseguente mutamento delle visuali e dell’introspezione, mentre resterà confermata, a quanto ci è dato di sapere, la destinazione d’uso residenziale - e - sulla modifica delle destinazioni d’uso ci tengo a ribadire un concetto che più volte ho espresso, anche rispondendo a precedenti domande su via Misa".

Come precisa Orioli, l'immobile posto in via Misa 18 è disciplinato dall'art. 64 del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE), e si trova in Ambito Pianificato Consolidato Misto. Il PSC e il RUE hanno introdotto anche a Bologna un modo di regolare gli usi in urbanistica che si basa sull’individuazione degli usi “esclusi” e di quelli “soggetti a verifica di ammissibilità”.

"Questo approccio corrisponde ad una necessità di flessibilità che è ormai patrimonio comune degli strumenti e delle norme urbanistiche, non solo a Bologna. Nel caso specifico, vista la vocazione residenziale dell’ambito, il cambio d'uso di edifici esistenti verso la residenza è ammesso senza condizioni, per la sua sostanziale coerenza con il contesto - conclude Orioli - infine, la situazione di degrado che alcuni lamentano, corrisponde semplicemente al fatto che c’è un cantiere, la cui custodia compete alla proprietà, che in questo momento è fermo perché la proprietà sta lavorando per predisporre il nuovo progetto".

In qualche modo ci conferma quanto lamentano i cittadini: "In attesa di risposte e decisioni rimane lo scempio, senza contare che quell'esercizio commerciale era anche un punto di riferimento, sarebbe meglio fornire servizi invece di costruire altre abitazioni". 

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