Cantieri, è boom dopo il bonus: "Rischio ingorghi e pochi posti auto"

E' la presidente del quartiere Santo Stefano a lanciare l'allarme in consiglio comunale

Il tema dei parcheggi e quello della mobilità sono storici. Poi c'è quello dei dehors, che si è dilatato insieme alle autorizzazioni straordinarie legate all'emergenza Covid. Ma non è tutto: ci si mette anche il fiorire di cantieri, favorito dalle agevolazioni sulle ristrutturazioni, a complicare il vero e proprio ingorgo con cui deve confrontarsi il centro di Bologna se si parla di occupazione del suolo pubblico.

A sollevare il tema è Rosa Amorevole, presidente del quartiere Santo Stefano, in cui rientra parte buona parte del centro storico della città.
Amorevole ne parla nella commissione del Consiglio comunale dedicata ai problemi nati attorno ai dehors di via delle Moline. "Abbiamo ricevuto diverse petizioni e stiamo incontrando i vari gruppi", spiega Amorevole, aggiungendo che è stata anche convocata una commissione per il 2 novembre nel corso della quale il settore Urbanistica illustrerà l'avanzamento dei progetti che riguardano il futuro assetto di via delle Moline.

Detto ciò, "c'è un tema più generale sull'uso dello spazio pubblico", sottolinea la presidente: le segnalazioni dei cittadini e il lavoro dei consiglieri di Quartiere rivelano "una certa conflittualità in diverse situazioni". Si sovrappongono, insomma, tante occupazioni di suolo pubblico: quelle per i tavolini, quelle legate alla sosta, quelle necessarie a garantire il transito "ma ora un altro elemento che sta producendo un discreto movimento delle occupazioni- avverte Amorevole- è tutto ciò che è legato alle provvidenze del 110% e dei vari bonus che sono intervenuti, giustamente, anche per far ripartire l'economia ed efficientare gli edifici dal punto di vista energetico".

Tra le due zone del quartiere che ricadono nel centro storico, cioè Irnerio e Galvani, "sicuramente il Santo Stefano è quello che soffre la maggiore conflittualità tra le diverse necessità di occupazione del suolo pubblico", afferma Amorevole. "Stiamo vedendo che alcune situazioni stanno entrando in crisi", continua la presidente, quindi "bisogna assolutamente non solo monitorare ma anche ricercare, spazio per spazio, una serie di mediazioni per far convivere il tutto in maniera tranquilla".

Questo sapendo, però, che dal punto di vista normativo "le richieste di occupazione per la ristrutturazione degli edifici hanno la priorità", sottolinea Amorevole, cosa che in effetti "sta creando anche delle modifiche nelle concessioni dei dehor cosiddetti Covid".

Serve dunque "attivare un momento di approfondimento per ogni singola situazione", suggerisce la presidente, che chiede di avere a disposizione preventivamente "tutti i dati delle occupazioni, anche per poter lavorare con le persone che in uno spazio vivono o lavorano e per riuscire a trovare soluzioni che non ci portino sempre ad avere conflitti che esplodono in maniera forte".

Sollecitazione che l'assessore al Commercio, Alberto Aitini, traduce in un "tavolo di quartiere": per Aitini, una soluzione di questo tipo dev'essere "il luogo giusto per trovare un equilibrio". (Pam/ Dire)

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