Cronaca

Caos vaccini all'open day di Bologna, il caso finisce in Regione, Bordon (Ausl): "Non avevamo previsto arrivi di notte"

Attacchi dalle opposizioni, ma critiche arrivano anche da Pd e sinistra. L'assessore bolognese Barigazzi: "Episodio isolato, da ora in poi prenotazione"

Il caos in Fiera del 2 giugno, con le file per l'open day vaccini che si sono prolungate fino a via Stalingrado e oltre sono state "un episodio isolato" e “analoghi futuri eventi necessiteranno di prenotazione”, come accaduto per l'open day a Calderara.

Lo ha garantito l'assessore alla sanità Giuliano Barigazzi, durante un'audizione in commissione politiche sociali in Regione. All'audit erano presenti anche Paolo Bordon di Ausl e l'assessore Raffaele Donini.

Bordon ha spiegato che l'organizzazione non aveva "previsto una tale affluenza: ci eravamo organizzati con eliminacode, distribuendo dei numeri ai presenti, va anche detto che il flusso è stato comunque regolare durante tutta la giornata e ci sono stati problemi solo all’apertura (non erano attesi arrivi anche nella notte)”. L'assessore Donini ha poi reiterato le scuse per i disagi ai cittadini, anche se poi ha puntualizzato: "i problemi sono stati affrontati e risolti”.

Critiche dalle opposizioni: "Adesione alta? Era prevedibile"

Le spiegazioni deivertici di Regione e Ausl hanno soddisfatto i consiglieri di opposizione. Per Daniele Marchetti (Lega)  hanno commentanto come fosse "prevedibile un’adesione alta di persone, non c’è stata organizzazione”, mentre per l'Fdi Marco Lisei "sconforta rilevare come una parte consistente della popolazione vuole vaccinarsi ma è impossibilitata a farlo nelle forme ordinarie". Più sfumata la posizione di Valentina Castaldini (Forza Italia), che ha parlato di “situazione complicata da gestire”, evidenziando che “il tema della sicurezza è stato sottovalutato”.

“Il fascicolo sanitario elettronico ha mostrato limiti di utilizzo”, ha rimarcato Giuseppe Paruolo del Partito democratico, che ha poi rilevato, sulla giornata di Bologna, “l’inopportunità di organizzare eventi in modalità open”, chiedendo, per le iniziative collegate alla somministrazione di vaccini contro il Covid, di “tenere conto dei criteri di priorità”. Per Marilena Pillati, sempre del Pd, “oggi è stato fornito un quadro preciso di quanto accaduto il 2 giugno”. A Bologna, ha poi aggiunto, “la campagna vaccinale sta funzionando”. Il vaccino, ha concluso, “è l’unica arma che abbiamo per sconfiggere il Covid”.

Pd, sinistra e M5S promuove a metà: "Criticità ci sono, ma la macchina funziona"

Per Igor Taruffi (Emilia-Romagna Coraggiosa) “l’open day non è stato gestito bene, episodi di questo tipo non si devono ripetere, importanti le scuse delle istituzioni”. Il consigliere ha però distinto quella giornata dalla campagna vaccinale globale, “criticità ci sono ma la macchina funziona, mentre quello di Bologna è solo un episodio”.

Silvia Piccinini (Cinquestelle), sull’evento del 2 giugno a Bologna, ha parlato di “criticità organizzative”, ma ha anche rilevato che “molti giovani si sono vaccinati, non servono iniziative poco educative come quelle della Sicilia (che ai giovani pronti a vaccinarsi vengono assicurate birre a 50 centesimi)”.

Per Silvia Zamboni (Europa verde) “importante ammettere i disagi del 2 giugno”, ma anche per lei “la campagna vaccinale in regione sta andando avanti bene; significativa, peraltro, la risposta dei giovani, un esempio per tutti”.

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