Dormitorio Capo di Lucca: dopo i clochard in piazza, la riapertura

Dopo la protesta dei senza tetto, che si sono accampati per giorni in Piazza Maggiore, il centro di accoglienza di via Capo di Lucca è stato riattivato. Da subito 40 nuovi ospiti, tra cui anziani e malati

Aperto per aiutare i senza tetto durante il periodo di freddo invernale, il dormitorio di via Capo di Lucca ha fatto parlare di sé proprio in questi giorni, per la sua chiusura e la conseguente protesta degli ospiti: riuniti in Piazza Maggiore si sono infatti accampati e hanno dormito sotto le stelle, lungo le mura del Comune. La loro richiesta, oltre alla riapertura, era quella che non vi fossero distinzioni tra residenti e non residenti, visto che sembrava una discriminante possibile:  “Non è così - spiega Daniela Ghinello, responsabile per Capo di Lucca dell’Antoniano - anche se non si tratta più di un’accoglienza generalizzata. La residenza non era tra i requisiti richiesti per l’accoglienza, si tiene conto dell’età e dei bisogni di salute”.

“Gli ingressi - continua - sono stati decisi in base a una lista stilata tenendo conto di tutte le persone accolte anche negli altri dormitori durante l’emergenza freddo. Si tratta di persone anziane, o con problemi indifferibili di salute o segnalate dai servizi sociali dei quartieri con cui hanno già attivo un progetto”.

I NUMERI. Durante i 4 mesi di apertura, al dormitorio di via Capo di Lucca, sono state accolte 207 persone, sono stati distribuiti 3.700 pasti, sono state raccolte 400 coperte ed e’ stata data assistenza sanitaria e legale.

IL REPORTAGE. L’esperienza dell’accoglienza di Capo di Lucca e’ stata raccontata in un video intitolato “Capo di Lucca 37, vita in un dormitorio del Piano Freddo 2010/11” realizzato dal centro di produzione dell’Antoniano in cui si mostra il lavoro svolto all’interno della struttura.






 

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