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Carte clonate al distributore: smantellata la banda che ha colpito in mezza Italia

Puntavano alle macchinette self-service per il pagamento del carburante. Durante l'orario di chiusura, installavano apparecchi artigianali

Un giro d'affari da 100mila euro, con tessere per il rifornimento rivendute o usate per acquistare benzina da smerciare illecitamente. La banda smantellata dai Carabinieri ha colpito dal Veneto all'Emilia Romagna, fino alla Lombardia e alla Liguria. Lo riferisce PadovaOggi.

Ora i componenti sono accusati di ricettazione, furto, danneggiamento, utilizzo indebito di carte di pagamento: destinatari delle ordinanze cautelari emesse dal tribunale di Padova, tre cittadini moldavi. 

D.G., 40enne residente a Occhiobello (RO) e il 23enne K.R. di Carpi (MO) hanno ora l'obbligo di dimora nei comuni di residenza. Il connazionale 22enne B.I. che vive a Felino )PR) dovrà invece presentarsi quotidianamente a firmare negli uffici della polizia giudiziaria. Il terzetto è accusato di aver messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale per frodare le pompe di benzina e i loro clienti.

Il modus operandi

Puntavano alle macchinette self-service per il pagamento del carburante. Approfittando dell'orario di chiusura, installavano nelle colonnine degli speciali apparecchi elettronici artigianali per clonare le carte carburante. Dotato di una telecamera e un lettore di microchip, lo strumento registrava le bande magnetiche e i codici pin delle carte carburanti dei clienti.

Colpi in mezza Italia

Dopo aver clonato le carte, i tre le rivendevano o le usavano per comprare centinaia di litri di benzina, 200/300 alla volta da caricare in una cisterna per poi rivenderla a 0,70 euro al litro. Tutto a spese degli ignari possessori. Un giro d'affari stimato di 100mila euro, andato avanti tra il marzo e il settembre 2017. Ben dodici le province colpite dai moldavi: Padova, Rovigo e Verona in Veneto, Ferrara, Bologna, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia nell'Emilia Romagna, ma anche Pavia, Brescia e addirittura Genova. L'indagine è stata curata dai carabinieri e coordinata dalla procura di Padova, che contesta 72 episodi delittuosi.


 

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