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Sequestri-lampo con torture e "riscatto": sgominata banda| VIDEO e FOTO

Quattro vittime in meno di un mese: ammanettate, sedate e anche torturate per costringerle a versare denaro. I Carabinieri lanciano un appello alla comunità cinese

 

Quattro sequestri accertati, tutti nell'ambito delle comunità cinesi. I Carabinieri della compagnia di San Lazzaro di Savena e di Granarolo hanno sgominato una banda dedita a rapimenti a scopo di estorsione. Sono finite in arresto quattro persone - dai 28 ai 43 anni, irregolari sul territorio italiano e senza fissa dimora. Sono state fermate la notte del 19 febbraio scorso, quando i militari con un blitz hanno bloccati i quattro, mentre si stavano allontanando in auto, e soccorreso l'ostaggio. 

Gli arrestati, cittadini cinesi, dovranno rispondere di sequestro di persona a scopo di estorsione, porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere, ricettazione e danneggiamento, oltre che di reati in materia di immigrazione. Rischiano da 24 a 30 anni di reclusione. L'operazione è stata illustrata dal Maggiore Giulio Presutti, comandante della compagnia di San Lazzaro, dal sottotenente Gaetano Maiorana, del Norm di San Lazzaro, e dal comandante della stazione di Granarolo, Angelo Strappato. 

I rapimenti

Da quanto si apprende, il primo rapimento accertato si è consumato la notte tra il 22 e il 23 gennaio 2021, quando un uomo era stato soccorso mentre vagava nelle campagne di Cadriano in stato confusionale. A questo si aggiungerebbe un secondo episodio,  avvenuto il 24 gennaio. Un terzo caso si sarebbe poi registrato nella notte tra il 5 e il 6 febbraio, in quell'occasione erano stati i familiari a denunciare la scomparsa di un uomo da Ferrara, il quale fortunatamente era riuscito a comunicare alla fidanzata la posizione (coordinate geografiche, ndr) nella quale si trovava, dando così modo ai Carabinieri di rintracciarlo non lontano dal casolare. 

"La frequenza degli episodi - ha detto il maggiore dei carabinieri Presutti - fanno desumere che vi possano essere stati altri casi analoghi, quindi lanciamo un appello alla comunità cinese, di affidarsi all'Arma e di denunciare". 

Dalle minacce alle torture, il modus operandi 

Le vittime erano tutti piccoli imprenditori (due residenti nel bolognese, una nel padovano e una nel ferrarese), venivano contattate a seguito di annunci di lavoro, richieste di passaggi o sui servizi di messaggistica in uso alle comunità cinesi. L'appuntamento veniva fissato vicino a un casolare abbandonato, nelle campagne di Granarolo, dove poi venivano rinchiuse, sedate, legate e ammanettate. Dopo aver derubato gli "ostaggi" di contanti e documenti, li avrebbero costretti a contattare le famiglie o a effettuare bonifici attraverso le app di home banking su un conto corrente aperto su un istituto di credito cinese. Secondo le prime stime, i rapimenti avrebbero fruttato oltre 25mila euro. 

Le vittime venivano anche minacciate e, in un caso, un 45enne sarebbe stato anche torturato con pinze e tenaglie. Dopo aver ricevuto il bonifico, i rapitori aprivano le manette e si allontanavano, lasciando da solo il malcapitato. 

La cattura

L'attività di indagine, coordinata dalla pm Beatrice Ronchi, ha portato una ventina di militari ad appostarsi vicino ad un casolare la sera del 19 febbraio scorso. Delle due auto parcheggiate davanti all'entrata, una si è allontanata, così i Carabinieri sono intervenuti, ammanettando tre cittadini cinesi, mentre un quarto - che aveva tentato la fuga - è stato raggiunto e bloccato poco dopo. 

Il gruppetto è stato trovato in possesso di un revolver, presumibilmente finto, sul quale sono in corso indagini tecniche da parte del Ris di Parma. Rinvenuti inoltre coltelli da cucina, manette, lacci di stoffa, sette telefoni cellulari, un flacone di medicinale narcotizzante, carte di credito e documenti di terze persone, tenaglie e 1.745 euro in contanti. 

Nella circostanza i militari hanno anche soccorso un 45enne che si trovava relegato all'interno del casolare. Da quanto ricostruito dagli investigatori, era stato rapinato della somma di 500 euro in contanti,  dopo essere stato picchiato e torturato dai balordi con un paio di pinze per costringerlo a eseguire un bonifico come 'riscatto' per il rilascio.  

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