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Tensioni e caldo al carcere della Dozza, l'assessore: 'Problemi organizzativi oggi non risolvibili'

Oggi l'assessore alle pari opportunità ha riferito in consiglio comunale su aggressioni e le tensioni. L'impegno per migliorare la condizione dei detenuti e degli agenti di Polizia Penitenziaria

"Un problema purtroppo noto che si ripresenta ciclicamente ogni anno con l'aumento delle temperature e per il quale il Garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna si è già da tempo attivato". Così ha riferito oggi in consiglio comunale l'assessore alle pari opportunità Sussanna Zaccheria, rispondendo ai consiglieri Mirha Cocconcelli, Lega Nord, e Marco Piazza, M5S, che hanno sollevato il problema delle tensioni e del caldo all'interno del carcere della Dozza, già trattato diffusamente da Bologna Today.

Alcuni mesi fa una nota congiunta sottoscritta dai Garanti nominati nell'ambito territoriale della Regione Emilia-Romagna (Garante regionale, Garante del Comune di Ferrara, Garante del Comune di Parma, Garante del Comune di Rimini e Garante del Comune di Bologna) insieme al Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria "segnalava chiaramente un problema (il caldo - ndr) che si sarebbe proposto, suggerendo una serie di accorgimenti da parte dell'Amministrazione Penitenziaria al fine di mitigare per tempo le condizioni di disagio dovute al clima" ha detto l'assessore "si sollecitavano interventi quali una diversa modulazione degli orari di permanenza all'aria aperta per le persone detenute, evitando le ore più calde (la permanenza all'aria aperta nell'orario pomeridiano è prevista in via ordinaria tendenzialmente fra le 13 e le 15), quindi questo può essere un problema; la previsione di menù giornalieri che contemplino alimenti consigliati durante la stagione estiva; l'agevolazione dell'utilizzo dei frigoriferi nei reparti detentivi; l'apertura del blindo delle celle durante l'orario notturno per far circolare l'aria; e l'acquisto di ventilatori, è chiaro che sappiamo benissimo quali sono le competenze, e questa azione congiunta voleva essere di sollecito a chi ha le competenze, e noi speriamo che tutti questi provvedimenti vengano effettivamente messi in atto".

Nella stessa missiva si parlava anche degli interventi organizzativi delle sezioni più critiche dell'istituto bolognese, come l'infermeria, dove si sono verificati diversi disordini: "La sezione infermeria in particolare è certamente una criticità per la nostra struttura detentiva perché presenta problemi di sovraffollamento transitorio - sottolinea Zaccaria - che si verifica spesso, in particolare quando ospita le persone in ingresso, in attesa di essere collocate nelle altre sezioni dopo aver effettuato gli screening sanitari, possono rimanere lì diversi giorni. Ma ospita anche oltre alle persone ricoverate per ragioni di natura sanitaria, anche persone che hanno problemi di natura psichiatrica, e detenuti che sono collocati per ragioni di opportunità, ad esempio per problemi di adattamento nella vita di comunità nelle sezioni ordinarie. Sempre nella stessa sezione sono anche collocati i detenuti sottoposti a regime di grande sorveglianza, sotto il controllo visivo degli operatori, in ragione di valutazione relativa al rischio suicidario e le celle di isolamento, anche per motivi sanitari". 

Quindi convivono "categorie non omogenee di detenuti che non possono stare insieme e per questo vige un regime di chiusura delle celle 20h su 24h, non potendo essere operativo il regime cosiddetto a celle aperte". 

Non va meglio nella sezione femminile: "Il nostro carcere ospita l'articolazione per la tutela della salute mentale dove vengono ospitate donne con patologie psichiatriche che possono necessitare di osservazione o che manifestano l'insorgenza di questi problemi durante la detenzione. E' vero che quest'area ospita solo 4 donne ed è gestita dal Servizio Sanitario, essendo anche presente all’interno della stessa un presidio fisso infermieristico, seppur all'interno di un contesto totalmente detentivo (le pazienti sono ospitate all'interno di vere e proprie celle)", e proprio in questa sezione due agenti sono state aggredite qualche giorno fa. 

Per Zaccaria quindi si tratta di "un inasprimento della condizione delle persone che ci sono che, unita a condizioni particolari come quella del caldo di cui abbiamo parlato, che già esasperano le condizioni personali di tutti, possono in parte contribuire al verificarsi di eventi critici in persone che sono già in una situazione di difficoltà. Il Garante mi segnala che questi problemi che io vi ho descritto sono problemi organizzativi che purtroppo ad oggi non sono risolvibili a causa della struttura fisica del carcere e dell'obbligo a far convivere diverse categorie di detenuti insieme, cosa che può comportare delle criticità - e sottolinea - non sono delle novità e che quindi vanno seguiti e bisogna provare a risolverli". 

E la Polizia Penitenziaria?

"I sindacati si attiveranno con tutti gli strumenti che hanno a disposizione perché è una categoria sottoposta a situazioni di lavoro già di per sé gravose in cui le carceri hanno delle difficoltà ancora di più, ed è una categoria particolarmente a rischio rispetto all'incolumità personale come ben sappiamo proprio per gli episodi che sono citati. Mi limito a questo nel senso che anche tutte queste accortezze organizzative sono all'attenzione del nostro Garante e di conseguenza l'attenzione della Giunta, e si cercherà sicuramente di utilizzare tutto ciò che è a nostra disposizione per migliorare la condizione sia delle detenute e dei detenuti, che degli agenti di Polizia Penitenziaria".

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