Alla Dozza il caldo è infernale: 'Neanche un ventilatore per i detenuti'

Usano secchi pieni di acqua per immergere i piedi o si bagnano con pezze umide, gli agenti hanno solo un ventilatore. Anche una bimba di 3 anni reclusa con la madre. Il Sinappe: 'Situazione inumana'

"Nulla è cambiato rispetto all'anno scorso" né per i detenuti né per gli agenti del carcere della Dozza. A denunciarlo Nicola D'Amore del sindacato dei penitenziari Sinappe che si associa a quanto segnalato dal Garante dei detenuti del Comune di Bologna, Antonio Ianniello. 

"La struttura carceraria è in cemento e la sera nelle celle chiuse si vede la sofferenza - continua il delegato Sinappe, interpellato da Bologna Today - i detenuti utilizzano recipienti pieni di acqua per immergere i piedi o si bagnano la fronte con pezze umide. Era stata fatta richiesta di ventilatori a batteria, ma senza esito. Per gli agenti non va meglio, almeno noi un ventilatore l'abbiamo, anche se era stato chiesto un condizionatore per l'ufficio, l'amministrazione carceraria ci ha risposto che tutto è allo studio, uno studio mai terminato a quanto pare". 

"Diverse modulazioni degli orari di permanenza all'aria aperta per le persone detenute, evitando le ore più calde; previsione di menù giornalieri che contemplino alimenti consigliati durante la stagione estiva; agevolazione dell'utilizzo di frigoriferi nei reparti detentivi; apertura della porta blindata delle celle durante l'orario notturno per far circolare l'aria; previsione dell'acquisto di ventilatori a pile che, pare possano offrire refrigerio durante il caldo più feroce", questi gli interventi suggeriti dal Garante che spera nell'amministrazione penitenziaria perché "possa riuscire a organizzare per tempo interventi al fine di mitigare le condizioni di disagio dovute alle ondate di calore", si legge in una nota.​

In carcere anche una bimba di tre anni 

E' reclusa con la madre all'interno di una sezione detentiva: "Speriamo che il direttore preveda un'apertura, più ore d'aria con la madre e uno spazio differente, perché così la situazione è inumana" conclude D'Amore. 


 

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