Cronaca

Carcere Dozza, ancora cellulari nelle celle: e i detenuti iniziano lo sciopero della fame

I telefoni sono stati trovati nella sezione dove sono detenuti gli appartenenti alla criminalità organizzata. Problemi anche con l'assegnazione dei medici

Nella serata di ieri, all’interno del penitenziario bolognese "Dozza", durante una perquisizione al terzo piano sono stati rinvenuti due telefoni, più precisamente un micro-telefono ed uno smartphone di ultima generazione.

Nel danno notizia i sindacati dei penitenziari Sinappe e Fp Cgil.  I telefoni sono stati rinvenuti nella sezione dove "sono ristretti i detenuti del circuito alta sicurezza (appartenenti alla criminalità organizzata) - fa sapere Sinappe - 
Da qualche anno a questa parte l'aspetto che più preoccupa è legato alle comunicazioni fraudolente dentro le mura carcerarie; quella dei telefonini in carcere è una piaga che sta purtroppo dilagando senza argine alcuno, nonostante i pedissequi controlli da parte del personale - e  - troppi sono, ad oggi, gli oggetti 'non consentiti' che riescono ad entrare in carcere; dalle sostanze stupefacenti, alle sim card con relativi cellulari…finanche ad armi vere e proprie". 

Per Sinappe "Se non si interviene con fermezza, si giungerà a un punto di non ritorno". 

"Un plauso al personale dalla Fp Cgil ai poliziotti penitenziari, che nonostante tutte le difficoltà oggettive, assicurano l'ordine e la sicurezza all’interno delle carceri - si legge nella nota - di questa mattina la notizia di uno sciopero della fame intrapreso da circa 80 detenuti del secondo piano giudiziario che protestano per la mancanza di un dottore assegnato al reparto, situazione che riguarda anche altri reparti dell'istituto bolognese e che finisce per gravare sul personale di polizia penitenziaria che si trova costretto a tamponare a situazioni che non gli competono, ma che possono influire sulla sicurezza dell'istituto".

Attualmente, calcola Cgil, i dottori che assicurano le prestazioni sanitarie sono 3/4 per l'intero istituto: "Purtroppo da mesi denunciamo condizioni di lavoro drammatiche nel carcere bolognese, ma i nostri appelli continuano a restare inascoltati dai vertici compreso quello sul drammatico sovraffollamento della struttura che oggi conta circa 758 reclusi. Si chiede un cambio di direzione immediato da parte dell'amministrazione per evitare la deriva assoluta della situazione", conclude il sindacato.

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