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Covid, carcere della Dozza "tutto esaurito": sospese tutte le attività

250 detenuti in più rispetto alla capienza dell'istituto di pena: "Costante rischio di contagio". Sarebbe stato sospeso anche il "triage per il controllo dei nuovi giunti"

750 presenze, a fronte di una capienza regolamentare di 492 ospiti, un vero e proprio "tutto esaurito" al carcere della Dozza che, da quanto si apprende, ha anche vietato l'ingresso nei reparti a insegnanti, volontari e cappellani, a causa dell'emergenza sanitaria, con sospensione di tutte le attività. 

Anche se "risulta sotto controllo, con numeri molto contenuti di positivi tra i detenuti ed il personale, anche per tutti gli sforzi messi in campo dalla direzione", e anche se "in questi giorni è anche partito anche il piano di vaccinazione del personale", fa sapere Fp-Cgil di Bologna che lancia un nuovo sos sul sovraffollamento nell'istituto bolognese e chiede azioni per "ridurre il numero di detenuti e considerare l'idea di bloccare i nuovi ingressi". Infatti - scrive il sindacalista Salvatore Bianco in una lettera al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria "nonostante in una precedente nota avessimo lamentato il consistente numero di detenuti presenti e le problematiche connesse all'interno dei vari reparti detentivi, il loro numero risulta ulteriormente cresciuto nelle ultime settimane, raggiungendo circa 750 presenze, a fronte di una capienza regolamentare di 492 ospiti". Questa situazione, segnala Bianco, rischia di diventare pericolosa, dato il "costante rischio di contagio da Covid", e, nonostante al momento i numeri siano buoni, per la Cgil serve "mantenere alto il livello di attenzione" dato che il numero dei detenuti "cresce costantemente e di conseguenza anche il livello di rischio di contagio risulta piuttosto alto". Con "sempre piu' probabili ingressi di detenuti nuovi giunti gia' positivi al Covid" dal momento che Bologna e provincia zona rossa. 

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Da quanto si apprende dal sindacato di Polizia penitenziaria, Sinappe, sarebbe stato sospeso il "triage per il controllo dei detenuti nuovi giunti per motivazioni che al momento si sconoscono. Considerato che il quadro pandemico è in costante peggioramento nel territorio felsineo, tanto che, ancora oggi, la metà circa dei nuovi contagi riscontrati in regione è riconducibile al comune di Bologna, l’eventuale conferma di tale sospensione non potrebbe non allarmarci, anche in relazione ai focolai che hanno già interessato l’Istituto della Dozza".
 

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