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Carcere Dozza "tutto esaurito": detenuti costretti a vivere in infermeria

Ha raggiunto 880 presenze, ben 130 oltre la capienza massima

In questi giorni il carcere della Dozza ha raggiunto 880 presenze, ben 130 oltre la capienza massima. Il sindacato dei penitenziari S.I.N.A.P.Pe segnala nuovamente "la grave situazione del sovraffollamento che, per quanto riguarda la Casa Circondariale di cui trattasi, diventa sempre più delicata e urgente", si legge nella lettera inviata al direttore del carcere e alle autorità competenti.

Il problema per il sindacato "è particolarmente grave nel caso di alcune sezioni detentive, come il Reparto 'Infermeria', ad esempio, che è a sua volta composto da quattro segmenti, dove sono allocati detenuti appartenenti ai diversi circuiti penitenziari: 'Nuovi giunti', segmento 'H', sezione ' Degenza' e 'Grande sorveglianza'", in pratica i detenuti non posso essere alloggiati nelle celle, poiché "nella sezione 'Infermeria' stazionano detenuti, per troppo tempo, e comunque oltre il tempo necessario ad effettuare gli screening sanitari, proprio perla mancanza di posti disponibili nelle sezioni detentive giudiziarie e reclusione" una condizione "che penalizza fortemente sia la Polizia penitenziaria, che
la popolazione detenuta. Inoltre, il prolungarsi di tale situazione, potrebbe avere conseguenze, anche gravi, per la
sicurezza dell'Istituto" specifica il S.I.N.A.P.Pe che chiede un immediato intervento "così da assicurare normali condizioni lavorative per il personale di Polizia penitenziaria e di vivibilità per la Popolazione detenuta".

Alle condizioni di disagio lavorativo si aggiunge la carenza di vestiario. Tutte le difficoltà sono messe nero su bianco su una missiva indirizzata all'amministrazione penitenziaria regionale e a Roma, sempre da parte del sindacato S.I.N.A.P.Pe . Il personale sarebbe costretto sempre più spesso ad acquistare le divise e a "comporre" i gradi. 

"Il personale non può sopperire alla continua mancanza di figure professionali, proprio perché non preparato a gestire tali problematiche, molto spesso di carattere psicologico - fa sapere anche CGIL - allo stato attuale è presente un solo Psichiatra in tutto l'Istituto, che attualmente conta più di 870 detenuti, con un’alta percentuale di detenuti affetti da un disagio psicologico, ubicati molto spesso in reparti non idonei alla propria gestione, assieme a detenuti comuni con conseguenti criticità in ordine alla convivenza. Per quanto sopra descritto, si chiede a questa Direzione un deciso intervento affinché si attuino tutte le iniziative utili a ristabilire le corrette competenze della Polizia Penitenziaria, specie di chi presta servizio nel Reparto Femminile. A tal proposito, si fa riferimento anche ai corsi formativi avviati circa due anni fa in concomitanza dell'apertura del Reparto di Salute Mentale Femminile, che ha interessato solo una minima parte del personale, corsi poi sospesi senza alcun motivo".


 

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