Cronaca

Carcere Dozza: "Poca acqua in alcune celle ed è difficile far convivere persone di diverse etnie. Necessari provvedimenti urgenti"

Intervista a Nicola d'Amore del Sinappe - Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria

La casa circondiale 'Dozza' di Bologna è spesso finita al centro della cronaca a causa di episodi avvenuti tra detenuti, o detenuti e agenti di Polizia penitenziaria. Situazioni che si potevano evitare? Forse si per Nicola d'Amore, esponente del sindacato di Polizia penienziaria Sinappe. Lo abbiamo incontrato per capire eventuali criticità della casa circondariale, e possibili soluzioni.

Ad oggi qual è la situazione alla 'Dozza'?

"Quella di Bologna è una realtà complessa, sia per motivi strutturali sia perche è un carcere che presenta diversi circuiti detentivi, ognuno un modus operandi diverso.  L'alto numero di persone straniere, che spaziano del nord Africa e al Magreb, dal Pakistan all'area balcanica, rende sicuramente difficile la convivenza. O meglio, è complesso riuscire a far convivere persone di etnie e tradizioni diverse, spesso in spazi angusti. Questo di conseguenza porta al problema del sovraffollamento, fenonemo ormai presente in tutte le carceri italiane"

Quali le situazioni più urgenti da risolvere?

"Il probema storico qui è la mancanza d'acqua.  Le camere detentive non sono dotate di frigo e c'è poca acqua a causa della riduzione della pressione per chi è ai piani superiori. Basta pensare che i detenuti la mattina spesso non riescono a fare neanche la doccia. Siamo riusciti a dilatare gli orari per permettere a tutti di sciacquarsi, ma non hanno mai pensato a rimodernare le celle. In piena emergenza Covid i detenuti non avevano spazio per lavrasi  e se si continua su questa strada la situazione potrebbe solo peggiorare. Non parliamo di un adeguamento al pari di un hotel, ma almeno uno spazio con un minimo dignità, con un frigo piccolo dove raffreddare le bevande in estate, conn acqua dal rubinetto e dal bagno. Questo porterebbe a meno tensioni tra le persone. Molti hanno un secchio di acqua corrente che scorre dal rubinetto dove immergono le bibite, ma il problema è nazionale. Qui stanno costruendo un nuovo padiglione, una cosa ottima, ma anche le vecchie celle che comunque saranno ancora utilizzate dovrebbero essere sistemate e adeguate. Non dobbiamo parlare solo però di detenuti, ma anche di chi lavora all'interno del carcere. E' necessario migliorare subito la qualità della mensa per il personale. E' impensabile che per chi fa il  turno di sera ci sia poco, o niente, per cena. Insomma, è un pò tutto il sistema che deve essere rivisto, e anche con una certa urgenza".

Oggi quanti detenuti ci sono?

"Poco più di 700 a fornte di una capienza regolare di meno di 500 persone prevista"

Cosa si potrebbe fare?

"Come già detto i problemi non riguardano solo  Bologna ma tutto il settore a livello nazionale. Oltre ai problemi citati è urgente pensare a misure che pensino al rinserimento nella società dei detenuti. Non basta prendere le persone e farle stare in carcere per il tempo previsto dalla pena, ma è opportuno organizzare percorsi che possano permettergli di trovare qualcosa una volta fuori, evitando così che tornino nuovamente a delinquere. Sono necessari provvedimenti urgenti che affrontino tutti questi problemi".

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