Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Via del Gomito, 2

Carcere Dozza, nate la squadra di rugby 'Giallo Dozza' e una partnership con Ikea

Due belle novità per la casa circondariale di via del Gomito: firmata una collaborazione con Ikea da parte del laboratorio sartoriale della Dozza e al via il Campionato della squadra di Rugby 'Giallo Dozza'

Dal carcere Dozza di Bologna nascono due bei progetti nati per seguire i detenuti nel loro percorso verso il ritorno alla vita fuori, alla vita quotidiana.

Il laboratorio sartoriale "Gomito a Gomito" (QUI la videointervista ad Enrica Morandi che spiega come dalla creatività e dal lavoro alla macchina da cucina si creano un reddito e una professione) del carcere di Bologna ha stretto un accordo con Ikea. Tutto è nato due anni fa con una donazione da parte del colosso svedese di un certo quantitativo di stoffe (per 5 mila euro, tutti prodotti sul mercato, non dismessi) dalle quali sono nati grembiuli, tovaglie, borse dalla fattura e creatività impeccabili. I manufatti sono poi stati messi in vendita per due week-end all'interno dello store di Casalecchio. Il risultato? Sono letteralmente andati a ruba e al laboratorio sartoriale sono entrati 3 mila euro, poi lievitati a 5 mila con le vendite esterne dei prodotti rimasti. Un successo insomma.

SARA' LA SARTORIA UFFICIALE DELL'IKEA. "Un'esperienza nata nel piccolo - spiega Enrica Morandi, dell'Associazione "Siamo Qua" - e arrivata oggi alla firma di una vera e propria collaborazione con Ikea che si servirà del nostro laboratorio per tutti i piccoli lavori sartoriali che partono dalle esigenze dei clienti: accorciare una tenda, fare un cuscino a misura, un poggiatesta per il divano...insomma, personalizzare. Siamo anche le sarte degli allestimenti espositivi. Naturalmente tutto l'incasso che deriva dal nostro lavoro va a Gomito a Gomito".

IL LAVORO è DIGNITA' E IDENTITA': "SIAMO ORGOGLIOSISSIMI". Anche la direttrice del carcere Claudia Clementi si è dimostrata particolarmente orgogliosa della stretta di mano con Ikea: "Questa espansione ha un significato importante. La dignità è anche il nostro lavoro, un'attività che garantisce anche una identità. Cercheremo di adattare quando possibile il nostro laboratorio alle nuove esigenze (si chiama "Gomito a Gomito", oltre che per un riferimento alla strada che ospita il carcere, anche perchè le sarte lavorano in uno spazio stretto) sottolineando che tutto ciò ha creato un grande orgoglio anche da parte di chi non ci lavora. Le detenute che ne fanno parte (ad oggi 1 interna, 2 esterne e 2 in arrivo come tirocinanti) sono sottoposte a una valutazione tecnica, ma anche alle sue capacità relazionali visto che è una cultura produttiva e non hobbistica come in altri casi ed è necessario rispondere alle esigenze di mercato".

UNA SQUADRA DI RUGBY ALL'INTERNO DEL CARCERE. Il carcere Dozza di Bologna da oggi ha una squadra di Rugby che quest'anno giocherà il campionato italiano serie C2 Girone Emilia: si chiama "Giallo Dozza" (da una regola del gioco che mette in stand-by su una panchina chi ha subito un cartellino giallo, proprio come il penitenziario 'congela' il detenuto per poi tornare a farlo 'giocare') ed è costituita da 27 giocatori, neofiti di questo sport, ma decisamente in buone mani visto che sono stati preparati dai tecnici del Rugby Bologna 1928, dopo aver superato test fisici e attitudinali. Le nazioni da cui provengono i componenti della squadra sono diverse: Italia, Romania, Albania, Marocco, Moldavia, Tunisia, Polonia, Repubblica Dominicana, Ecuador e la loro età è compresa fra i 23 e i 36 anni. "Per ovvie ragioni tutti gli incontri verranno disputati in casa - ha spiegato la direttrice Claudia Clementi - e la prima partità si giocherà il 25 ottobre contro il Rugby Lions Piacenza".

La società "Giallo Dozza Bologna Rugby" è stata costituita nell'agosto 2014 ed è stata riconosciuta dalla Federazione Italiana Rugby a seguito di un accordo stretto fra Rugby Bologna 1928, la Fir, la Casa Circondariale di Bologna e il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria dell'Emilia Romagna. Il presidente è Stefano Cavallini e l'allenatore Massimiliano Zancuoghi e Francesco Di Comite. L'idea è nata da Francesco Paolini (presidente Rugby Bologna 1928), Claudia Clementi e Pietro Buffa, il Provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria.

"C'è tanta disponibilità di imparare da parte dei detenuti - ha commentato Stefano Cavallini - e tanta voglia di insegnare da parte degli sportivi: non solo a giocare, ma a comprendere il senso di far parte di una squadra e capire che il rispetto delle regole non è un vincolo ma una chiave". Presente anche il presidente del quartiere Navile Daniele Ara: "Uno dei nostri crucci è far capire che cos'è il carcere: cosa che grazie a questo progetto possiamo fare: dire che è un luogo dove si recuperano le persone e non dove le si dimentica"

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