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Positivo al carcere minorile del Pratello: "Alla Dozza situazione preoccupante"

"Già a fine ottobre scorso aveva richiesto all’Amministrazione, e a tutti gli organi competenti, la programmazione di test sierologici e tamponi" fa sapere il sindacato

Mentre dopo la scoperta del primo detenuto positivo al Covid-19 presso l’Istituto minorile del Pratello "la Direzione si è immediatamente attivata, provvedendo a far effettuare i tamponi molecolari a tutto il personale che era venuto a stretto contatto con il soggetto coinvolto" al carcere della Donzza "la situazione parrebbe ancora più preoccupante e non passa giorno che non si riceva segnalazione di un nuovo contagio o di misure di quarantena fiduciarie disposte nei confronti del personale, misure messe in atto al fine di limitare i rischi di diffusione del virus, ma che riguardano ormai un congruo numero di Agenti di Polizia Penitenziaria". Lo scrive in una nota Salvatore Bianco di FP CGIL sottolienando che il sindacato "già a fine ottobre scorso aveva richiesto all’Amministrazione, e a tutti gli organi competenti, la programmazione di test sierologici e tamponi destinati a tutto il personale, per le successive settimane, al fine di effettuare un constante monitoraggio della situazione, ma purtroppo tale richiesta è rimasta pressoché inascoltata (fra l’altro, non si sono ricevute notizie rispetto alla reale disponibilità, da parte del Provveditorato, dei tamponi “rapidi” annunciati dal DAP il 10 novembre)".

Contagi tra la penitenziaria, Sinappe: "Meglio fare tamponi a tutti"

Il sindacato ricorda che "vista la carenza di organici, che l’eventuale positività di una singola unità, può provocare la paralisi di interi settori o uffici, con serie conseguenze sul normale svolgimento di tutte quelle quotidiane attività che permettono alla struttura di funzionare - e ribadisce - che è sempre più urgente effettuare un costante monitoraggio attraverso tutte le misure previste, su tutto il personale che accede presso le strutture penitenziarie bolognesi per scongiurare il possibile diffondersi dei contagi sul personale e sulla popolazione detenuta ed auspica che questa volta l’Amministrazione si adoperi con la dovuta celerità nell’interesse generale della comunità cittadina tutta – visto che ogni singola unità di personale è prima di tutto un cittadino e come tale si muove sul territorio, con tutte le possibili conseguenze che ne potrebbero derivare", conclude Bianco. 

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