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Anche Lucarelli dice la sua sui facchini: "Basta che non sia rabbia fine a se stessa"

Dopo il corteo degli operatori della logistica, lo scrittore: "C'è una rabbia sacrosanta ma è anche quella che a un certo punto si ferma e si trasforma, diventa un atto politico"

Anche lo scrittore Carlo Lucarelli dice la sua sulla battaglia degli operatori della logistica: “Credo che il punto non sia più stare o meno dalla parte dei lavoratori. Io sto sempre dalla parte dei lavoratori e dei loro diritti, senza dimenticare che il movimento cooperativo ha una storia antica e importante di vicinanza e sensibilità rispetto ai temi del lavoro e della legalità".

"Non entro nel merito di una vertenza in corso, e se questa situazione ha generato della rabbia, dico che esiste sicuramente una rabbia sacrosanta e legittima, è quella che grida dei contenuti a cui si deve dare risposte, ma è anche quella che a un certo punto si ferma e si trasforma, diventa un atto politico che si svolge entro i limiti della democrazia ed è costruttivo".

"Quando invece, come in tante situazioni oggi in Italia, siamo di fronte a una rabbia fine a se stessa che si traduce in minacce, violenze, liste di proscrizione, e allora mi fa dire no: la rabbia non può legittimare la violenza, altrimenti diventa dannosa, inutile, strumentalizzabile e non fa l’interesse di nessuno, tanto meno dei lavoratori. Il clima è preoccupante, e spero come tanti che tutto possa tornare nei confini della civiltà e del rispetto delle regole”.  

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