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Alcuni ragazzi di Casa delle Idee

Alcuni ragazzi di Casa delle Idee

Una casa per le 'prove di volo': "Dopo Gianni Morandi sogniamo l'autonomia"

CASA DELLE IDEE. Vivono insieme, sotto lo stesso tetto attraverso un percorso che va verso l'autonomia: sono 13, hanno la Sindrome di Down e hanno un sacco di cose da dire (e da insegnare)

Tredici coinquilini che dividono un bellissimo e coloratissimo appartamento nel centro di Bologna: sono Giovanni B. Giovanni C. Agnese, Eugenio, Ambra, Luca, Erika, Erica, Costanza, Elena, Massimiliano, Tobia e Francesca. Molti di loro non sono proprio delle facce nuove, sono già un po' "famosi" visto che sono stati protagonisti del documentario "Sognando Gianni Morandi", nel quale l'artista realizza il desiderio dei suoi simpatici ammiratori incontrandoli e cantando insieme a loro. 

Oltre all'innegabile simpatia, c'è un'altra cosa che questi tredici ragazzi fra i 25 e i 40 anni hanno in comune: sono nati tutti con la Sindrome di Down. Per questo devono lavorare sodo per la conquista dell'autonomia, imparando giorno dopo giorno insieme agli educatori come gestire una casa, viverla in sicurezza, come sbrigare le faccende e soprattutto come organizzare tutto ciò mantenedo l'equilibrio fra i componenti di questa grande e non proprio tradizionale famiglia". 

E' la presidente di "Associazione di Idee" Rosanna De Sanctis, realtà bolognese attiva nella realizzazione di progetti in ambito sociale educativo e scolastico che spaziano dai laboratori per bambini e ragazzi all'area della disabilità fino al sostegno delle famiglie, a raccontare cos'è "Casa delle Idee". Una casa, nel quartiere Saragozza, nella quale i suoi ospiti imparano a 'spiccare il volo'

«Si tratta di un progetto di autonomia per ragazzi affetti da Sindrome di Down che visto la realizzazione di un appartamento per sperimentare idee di vita per tutti, con l'obiettivo di consolidare e approfondire il percorso verso l'autonomia mirando allo sviluppo e al potenziamento di competenze per l'indipendenza personale, cognitiva, emotiva e socio-relazionale di giovani e adulti con disabilità progetto. Naturalmente ognuno di loro ha la sua storia e qui viene accompagnato in un percorso personalizzato che possa permettergli di sperimentare le proprie autonomie al fine di realizzare il suo progetto di vita. Ogni ragazzo può quindi prepararsi a una vita semi-indipendente o indipendente con protezione o Indipendenza totale». I ragazzi vivono in questa casa alcuni giorni a settimana nella fascia diurna (dopo il lavoro, perchè sì, hanno tutti delle occupazioni part-time che vanno dalla ristorazione alla grande distribuzione) nei weekend a turno di 6/7 alla volta, poi hanno dei fine settimana lunghi e periodi di più giorni. Con loro ci sono sempre gli educatori Nicola, Giacomo e Irene e in questo periodo i tirocinanti Benedetta, Francesca e Alissa. 

Ed eccoli lì, ci sono quasi tutti nel salotto di casa (a parte Giovanni, Erica ed Erika che però si informano in tempo reale sull'andamento dell'intervista usando la chat di whatsapp) come quando si riuniscono per partecipare ai loro laboratori settimanali. In particolare abbiamo interrotto quello di sicurezza domestica, che serve a renderli consapevoli di alcuni rischi per prevenirli e affrontarli: "Impariamo come si usano in modo corretto gli elettrodomestici, ci insegnano cosa fare quando suonano alla porta e noi non aspettiamo visite (qualora fosse Gianni Morandi lo riconoscerebbero subito però!) e come si usano strumenti e prodotti per la pulizia" a parlare è Eugenio, che fra l'altro fra i suoi desideri annovera anche quello di costruirsi un giorno una casa biologica con i pannelli fotovoltaici. In campagna, appena fuori Bologna. 

Con la sua fidanzata Agnese Eugenio ha una storia d'amore che dura da quattro anni: «Ci siamo conosciuti al mare, a Pinarella di Cervia - racconta Agnese - e ci siamo innamorati. Ogni tanto discutiamo per varie questioni mai gravi, ma poi facciamo pace e anzi, abbiamo già la data del nostro matrimonio, che vorremmo fosse celebrato a Roma da Papa Francesco». Ed Eugenio conferma: «I nostri primi otto baci sono stati super e il 21 marzo del 2016 ci sposeremo. La data l'ho scelta perchè il 21 marzo è la giornata mondiale della Sindrome di Down, l'anno perchè solo nel 2016 quel giorno cade di sabato e inoltre sarà anche il decimo anniversario della nascita di Sognando Gianni Morandi". Insomma nulla è lasciato al caso. 

Di amore dentro questa casa ce n'è molto e c'è un'altra solidissima coppia: sono Giovanni ed Elena, fidanzati da 9 anni e inseparabili a tal punto da sentirsi ogni sera, sia al telefono che via messaggi. Elena, che ha 32 anni ed è di San Lazzaro, è l'esperta di casa in bellezza e cosmetica ed è molto orgogliosa di far sapere che lei è fra quelli che fanno l'intera settimana di autonomia, occupandosi delle lavatrici, dei letti e soprattutto della cucina, area nella quale si sente particolarmente a suo agio. Elena ha promesso che ci darà presto delle ricette: sono quelle che condividono nel loro "librone" e che perfezionano pasto dopo pasto. 

Massimiliano con i suoi 40 anni è il più grande del gruppo e ha un lavoro che descrive come "molto impegnativo" e che svolge a Imola con grande serietà: tutto il romanticismo che aleggia a Casa delle Idee a causa degli amori fra le coppie lo rende un po' malinconico perchè lui è ancora single. E' a questo punto che gli altro lo consolano. Elena infatti gli fa notare che "L'amore arriva quando non ce lo si aspetta, è inutile cercarlo".

"Con i turni per le faccende di casa i ragazzi sono molto ben organizzati e non ci sono mai discussioni rispetto a questo ambito - spiega Giacomo, uno dei loro educatori professionisti - sono bravi e si organizzano con le tabelle e i turni. Invece qualche discussione viene fuori per gelosie e manifestazioni varie di affetto...". E anche la gestione dei sentimenti è infatti al centro del percorso proposto dall'associazione. 

La sensazione è quella che di questo gruppo ben assortito sentiremo parlare ancora perchè i "magnifici 13" hanno un sacco di cose da dire: un commento ai risultati delle passate Politiche e sulle sorti del Governo, la possibilità di sposarsi e vivere insieme sempre, l'azzeramento in Islanda delle nascite di bimbi con la Sindrome di Down, ma anche chi si merita o meno di stare in un talent show". 

Il progetto "Casa delle Idee" va supportato visto che vive principalmente di donazioni: "Organizziamo occasioni di incontro con i bolognesi e speriamo che molti di loro decidano di donarci il 5X1000 - conclude la De Sanctis - questo è quello che facciamo e sappiamo che è importante sia per le famiglie che per i ragazzi". 

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