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Nuova casa per malati aids: "Si abbatte il muro della paura"

Inaugurata ieri, la struttura ha 14 posti e si trova in via Massarenti

Una nuova casa alloggio per malati di Aids a ridosso del centro, in via Massarenti, non solo per la comodità delle cure, ma anche per rompere il muro della paura verso la malattia. E' con questo spirito che apre in città la nuova casa alloggio per malati di Aids, inaugurata ieri dalla Fondazione Ceis insieme al cardinale arcivescovo Matteo Zuppi, al governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa e il presidente del Quartiere San Donato-San Vitale, Simone Borsari. "

"L'Aids è diventata ormai una malattia cronica - afferma il presidente della Fondazione Ceis, padre Giuliano Stenico - vogliamo cambiare l'immaginario collettivo, avvicinando questa malattia ad altre patologie. La nuova casa è più adatta alle nostre esigente sanitarie e offre maggiori occasioni di socialità".

La struttura, intitolata a don Olindo Marella, è stata acquistata nel 2014 dalla Ceis e poi ristrutturata con due milioni di euro, anche grazie al contributo della Fondazione Carisbo. A piano terra e al primo piano è dotata di 14 posti destinate a persone affette da Aids e inserite dall'Ausl di Bologna, con alle spalle una rete sociale che non può farsi carico della loro situazione. Al terzo piano dell'edificio invece trova spazio la comunità per minori 'Eureka', dove è ospitato anche un 16enne in cura per isolamento sociale (hikikomori).

La gestione della nuova casa alloggio è affidata per 30 anni alla cooperativa sociale Ceis Arte. "Oggi è la giornata del coraggio - afferma la responsabile Rosa Bolzon - perché abbiamo affrontato la paura della malattia e siamo in centro a Bologna. Questa porta è sempre aperta".

Oltre al supporto della rete sanitaria e sociale bolognese, la struttura è dotata di tre infermieri e di un consulente per i minori. "E' una fortuna che realtà come la Fondazione Ceis lavorino al fianco delle istituzioni", commenta Zampa. Plaude anche Bonaccini, che condivide un'amicizia lunga decenni con padre Stenico. "Le istituzioni da sole non ce la fanno se vogliono estendere i servizi mantenendo alta la qualità", afferma il governatore.

"Molte volte di fronte ai problemi lasciamo correre - afferma a sua volta Zuppi - ad esempio, l'Aids è in aumento ma si fa poco.
Questa realtà invece non dà nulla per scontato, non si è rassegnata e sente ancora tanto le battaglie contro le dipendenze. C'è tanto lavoro alle spalle, perché non è facile guarire, curare e liberare dalle dipendenze". (Dire)

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