Anziani, sì alla riforma delle case di riposo: si pensa a una "cittadella" alla ex caserma Sani

Si guarda a Padova, dove è stata creata un'unica cittadella con i servizi per anziani, disabili e bambini in età pre-scolare

Dopo l'emergenza coronavirus, "bisogna accelerare la riforma delle Cra". Lo sostiene l'assessore comunale alla sanità e al welfare Giuliano Barigazzi, ma è necessario trovare "un equilibrio, perchè non devono diventare dei piccoli ospedali: non sono delle prigioni - ma - mantenere il carattere della socialità ed essere aperte al territorio".

A Bologna si studia come riformare le strutture per anziani, colpite duramente nei mesi scorsi dall'emergenza covid. E si guarda a Padova, all'esperienza di 'Civitas Vitae' della Fondazione Oic: un'unica cittadella dove sono riuniti servizi per anziani, disabili e bambini in età pre-scolare. L'ex casema Sani, tra via Ferrarese e via Stalingrado, potrebbe essere il posto adatto dove replicare quel modello.

A lanciare la proposta è stato Danilo Francesconi, segretario metropolitano della Cisl di Bologna, il 28 settembre durante il convegno organizzato dal sindacato pensionati proprio sul tema del welfare per gli anziani. "Già da tempo abbiamo sollecitato le istituzioni - spiega - e alcuni incontri sono stati fatti con la Fondazione Oic di Padova. All'ex caserma Sani ci potrebbe essere lo spazio per creare una soluzione come quella ed è già prevista una dotazione di alloggi e la possibilità di realizzare anche strutture commerciali - ricorda Francesconi - per fare una cittadella dove vivere in modo migliore. L'idea è stata lanciata un po' di tempo fa, chiediamo che ora si possa riattivare questo percorso". Alla proposta della Cisl non chiude la porta l'assessore Barigazzi. "Nel momento in cui pensiamo a come rivitalizzare le aree militari - afferma - mi piacerebbe che si pensasse anche a come far stare bene gli anziani. Non chiuderli in ghetti: il welfare o è di comunità o non è. Mi piacerebbe che, anche in vista delle elezioni del prossimo anno, si avesse questa visione di città". L'assessore parla del co-housing, ma segnala anche la necessità di "pensare a cosa fare della casa che eventualmente l'anziano lascia per spostarsi in una residenza protetta, dobbiamo riflettere anche sul patrimonio immobiliare".

Nei prossimi giorni partirà il gruppo di lavoro sulla riforma dell'accreditamento e delle residenze per anziani. "La prima ondata ha colpito durissimo e su questo dovremo aprire una riflessione - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini - abbiamo pagato un prezzo altissimo, che oggi non possiamo più permetterci". Al momento, assicura Donini, la situazione "è più gestibile" e i casi di positività registrati in questi giorni nelle case per anziani "sono frutto di screening preventivi e test periodici fatti a ospiti e operatori", che consentono di "prendere subito in carico" i contagiati. A ribadire l'esigenza di un cambio di passo e' anche l'arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi. "Gli anziani contano e dobbiamo farli contare- dice- anche cambiando il sistema dove è necessario. Peggio della pandemia è non fare tesoro di questa esperienza. Ma per cambiare sistema, bisogna anche stabilire delle priorità. E l'assistenza domiciliare è prioritaria", afferma Zuppi. (dire)

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