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Caserme e aree militari abbandonate, Merola fa il punto

Cinque i luoghi sotto esame. Presentazione del progetto per la Sani a fine mese, le altre oggetto di una trattavia con Difesa e Demanio

Il sindaco di Bologna Virginio Merola fa il punto sul dossier caserme ed ex aree militari. Ospite stamane ai microfoni di Radio città del capo, il primo cittadino ribadisce che quella delle ex aree militari "è una partita strategica per la città", e rivendica: "Ho fatto in tutti i modi pressioni per sbloccarla, quello che posso dire è che siamo in dirittura d'arrivo".

Venendo al dettaglio, e tolta la Staveco, si tratta di cinque ex caserme e aree ex militari: Sani, Stamoto, Perotti, Masini e Mazzoni. Ad oggi una parte della ex caserma Sani è occupata e si attende uno sgombero, visto il decreto di sequestro emesso dalla magistratura. Ma il sindaco di Bologna, Virginio Merola, guarda già oltre: "All'inizio di febbraio o a fine gennaio saranno presentate le proposte dei soggetti attuatori sulla caserma Sani, quindi finalmente si sbloccheranno e si attuerà l'iter concreto", afferma il primo cittadino nel corso di un'intervista a Radio Città del Capo.

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Detto della Sani, "per quanto riguarda le caserme Perotti e Stamoto- aggiunge il sindaco- stiamo per firmare un protocollo di intesa con il ministero della Difesa che affiderà dei concorsi di architettura, per quanto riguarda la Perotti all'Ordine degli architetti e per quanto riguarda la Stamoto alla nostra Università. Quindi stiamo entrando in una fase di attuazione".

Inoltre, "mi aspetto anche una risposta, finalmente- continua il sindaco- sull'utilizzo dell'ex caserma Masini e anche sulla caserma di fianco alla sede dei Carabinieri, la Mazzoni, dovremo andare avanti con nuove proposte". Nel frattempo "ho incontrato personalmente l'amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, il quale mi ha assicurato che a febbraio verrà di persona per presentare alla luce del sole questi progetti", riferisce Merola.

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Merola, poi, torna sull'ex Perotti alla luce dei timori manifestati da un'ascoltatrice per le conseguenze sul traffico. "Le persone si preoccupano ma come sempre hanno bisogno di informazione, informazione, informazione. L'Agenzia del Demanio- riepiloga il sindaco- farà degli uffici e degli archivi che riguarderanno tre regioni, non sarà un grande afflusso di traffico". Su via Carlo Marx c'è già l'indicazione del limite a 30 chilometri orari "ma non si prevede un afflusso di traffico che possa sconvolgere la zona, dipende da cosa ci si fa e io l'ho appena detto", aggiunge Merola. "Discuteremo invece con il ministero della Difesa sull'utilizzo complessivo di tutta l'area- spiega il sindaco- perché la caserma Perotti ha una parte affidata all'Agenzia del Demanio e gli altri due terzi affidati alla Difesa" e su questi "faremo quel protocollo per un concorso di architettura che discuteremo con tutti i cittadini, come sempre". (Pam/ Dire)

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