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Cronaca

Condanna per il caso Shalabayeva, trasferito il capo della Mobile

Il dirigente Luca Armeni richiamato a Roma ad altro incarico. A giorni il nuovo nome, intanto la reggenza alla vice Ceria

E' stato ridestinato ad altro incarico presso il dipartimento di pubblica sicurezza a Roma il dirigente capo della Squadra mobile Luca Armeni, a Bologna dal 2016 per guidare l'ufficio che si occupa delle indagini in capo alla polizia.

Armeni era imputato insieme ad altri cinque funzionari della polizia -tutti condannati- per l'operazione di rimpatrio di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov e richiedente asilo politico, condotta con la figlia su un volo messo a disposizione dell'ambasciata kazaka nottetempo nel 2013, dopo una irruzione in casa. Seguirono feroci polemiche, con le dimissioni del responsabile di gabinetto dell'Interno Giuseppe Procaccini e una mozione di sfiducia all'allora ministro dell'Interno Angelino Alfano, poi respinta. 

Per quella operazione, di cui non è stato peraltro accertato il vetrice della catena di comando che impartì l'ordine, anche Armeni, all'epoca dirigente presso una sezione della Mobile romana, è stato condannato in primo grado a cinque anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici. Le difese hanno già annunciato appello a riguardo.

Ieri nel tardo pomeriggio la notizia dell'avvicendamento di Armeni, che segue quello di altri due imputati nel processo, come l'ormai ex questore di Palermo Renato Cortese e Maurizio Improta, anche lui riassegnato da capo della Polfer. Il giudice Giuseppe Narducci, andando molto oltre le richieste fatte dal pm Massimo Casucci, che aveva chiesto per Armeni l'assoluzione.

Ora l'interim dell'ufficio che si occupa delle indagini più complesse sotto le Torri è affidato alla dirigente e già vice Elena Jolanda Ceria. A giorni si attende l'assegnazione del nuovo incarico.

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