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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Spazi della Salara, verso un "avviso pubblico" per tutte le realtà Lgbtq cittadine

Dopo le richieste da parte dell'opposizione per un uso più trasparente dell'edificio, il Comune pensa a un 'contenitore' dove inserire non solo Arcigay

Un compromesso, tra chi chiedeva e chi si opponeva allo sfratto di fatto dalla storica sede della comunità Lgbtq. La Salara, il complesso architettonico-industriale che si affaccia sui giardini del Cavaticcio, non sarà messa a bando, ma non sarà neanche assegnata un'altra volta direttamente al circolo Arcigay Il Cassero.

Ad annunciare la svolta sulla Salara è l'assessore all'Economia di Palazzo d'Accursio, Matteo Lepore, oggi in Consiglio comunale. Lepore interviene nel dibattito sugli ordini del giorno presentati da M5s e Forza Italia sulla concessione dell'immobile, mettendo in chiaro che la decisione di non mettere a bando la Salara «è una scelta politica» e spiega che è stato lo stesso presidente del Cassero, Vincenzo Branà, a chiedere nelle settimane scorse al sindaco Virginio Merola di avviare il percorso per siglare un patto di collaborazione. Domani verrà portato in Giunta un atto di indirizzo, a cui seguirà la pubblicazione di un avviso pubblico «aperto a tutte le comunità lgbt».

«È una sfida anche per queste realtà -sottolinea Lepore- perché dovranno rendicontare come usano i fondi pubblici e gli spazi e mettersi in discussion». Con le associazioni interessate, l'assessore Susanna Zaccaria convocherà «quattro giornate di co-progettazione in seduta pubblica», su quali politiche, iniziative e impegni assumere, da parte sia dal Comune sia dalle associazioni. L'intero percorso dovrebbe chiudersi entro marzo.

Il patto di collaborazione, precisa l'assessore, «non è finalizzato alla concessione dell'immobile, ma alla definizione di un progetto. Col patto non metteremo in assegnazione la Salara. Il sindaco si riserverà di assegnare eventualmente la concessione dell'immobile ad Arcigay e alle altre realtà che partecipano al patto, in una partnership che dovrà essere definita. Avremmo potuto concedere già oggi o ieri l'immobile per fini istituzionali -sottolinea Lepore- ma abbiamo voluto rispondere alla richiesta di Arcigay e alle sollecitazioni venute in questi anni dal Consiglio comunale».

Nel pomeriggio, era stato il capogruppo di Forza Italia Marco Lisei, a sollevare la questione in Consiglio a Palazzo d'Accursio. L'Arcigay «è dentro l'immobile senza titolo, perché la convenzione è scaduta -punta il dito l'azzurro- l'amministrazione lo sapeva e aveva tutto il tempo per rinnovare la concessione, facendo il bando». La richiesta di Forza Italia infatti è sempre la stessa: la Salara «è un immobile pubblico e deve essere restituito alla città mettendolo a bando». Una gara pubblica, tra l'altro, «valorizzerebbe ancora di più le attività del Cassero», sostiene Lisei. Che mette in guardia la Giunta Merola. «Ci sono leggi e regolamenti molto chiari- avverte- non accetteremo nulla che sia in violazione delle norme e che non rispetti i criteri di trasparenza ed economicità. Non escludiamo di devolvere la questione a organi terzi».


 

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