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una delle foto della serata del Cassero pubblicate su internet e finite sotto accusa

una delle foto della serata del Cassero pubblicate su internet e finite sotto accusa

Cassero 'blasfemo', denuncia in Procura e ultimatum del sindaco

'Ora basta', così l'out-out di Merola, che esige: 'rispetto per i gay ma anche per tutti gli altri'. Intanto alcuni consiglieri comunali hanno presentato denuncia formale in Procura "per l'indecente spettacolo messo in piedi". Ronchi: la convenzione col Cassero non è in bilico

Le polemiche non si placano dopo la serata "Venerdi' credici" al Cassero di Bologna, della quale in rete sono circolate fotografie additate da più parti come blasfeme e offensive per la religione cristiana. In cima l'ira della Chiesa, l'Arcivescovo Carlo Caffarra ha bollato le immagini come "un insulto di inarrivata bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in Croce. Non si era ancora giunti a un tale disprezzo della religione cristiana e di chi la professa da irridere, tramite l'abominevole volgarità dell'immagine, persino la morte di Gesù sulla Croce".

Ora il caso arriva in Procura. Infatti questa mattina alcuni esponenti di Ncd e Fi hanno presentato denuncia "per l’indecente spettacolo messo in piedi dal Cassero". A portare avanti la battaglia sono i consiglieri comunali Marco Lisei, Forza Italia, Valentina Castaldini, Nuovo Centrodestra e Galeazzo Bignami, Capogruppo Forza Italia in Regione Emilia Romagna.

"È inaccettabile che queste tipologie di spettacolo vengano finanziati con i soldi pubblici elargiti dal Comune tramite contributi per varie attività e la concessione in comodato d’uso gratuito di una sede del valore di circa 100.000€ annui di locazione”. Così tuonano i consiglieri, la cui richiesta ora è che "il Sindaco Merola prenda una posizione precisa, non sia connivente di un reato penalmente perseguibile". Per questo lunedì i tre presenteranno un ordine del giorno in Consiglio Comunale per chiedere al primo cittadino e alla sua maggioranza di "assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto e interrompere la convenzione ed ogni contributo all'Arcigay il Cassero e costituirsi parte civile nel procedimento penale”.

RONCHI TAGLIA CORTO, MEROLA LANCIA ULTIMATUM. Sia ieri che oggi "ho chiamato il presidente del Cassero, Vincenzo Branà. C'è stato un chiarimento e per me l'episodio è chiuso". Così l'assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Alberto Ronchi, questa mattina in commissione ha provato a chiudere la polemica. ronghi fa sapere: " ho fatto presente che, a fronte del fatto che il Comune non farà mai censura, se però un luogo è pubblico ed è dato dall'Istituzione se ne deve tenere conto. Ci vuole attenzione e rispetto e bisogna tutelare tutti i cittadini. Ma non si puo' scambiare questo con la demagogia dicendo azzeriamo tutto". Dunque, per l'assessore, la convenzione col Cassero non è in bilico.

Toni meno bonari da parte del sindaco di Bologna, Virginio Merola, che oggi ha fatto sentire sul Cassero tutta la propria irritazione. "Piu' che una opinione ho un'indignazione", afferma il sindaco, interpellato dai cronisti dopo la commemorazione di Marco Biagi. "Questa città e il sindaco hanno sostenuto e sostengono i diritti delle minoranze, in questo caso in particolare delle coppie gay a vedere riconosciuti i loro diritti così come nel resto d'Europa. Credo che questi episodi- afferma il primo cittadino- facciano danno prima di tutto alla causa di questi diritti. Credo che ci siano delle persone che nella migliore delle ipotesi non si rendono conto di quello che fanno", manda a dire Merola. "Se si vuole il rispetto da parte degli altri, bisogna prima di tutto rispettare noi gli altri. Questa cosa è indegna- bacchetta Merola- e ha fatto bene il presidente del Cassero" Vincenzo Branà "a chiedere scusa".. Anzi rincara il sindaco: "Si deve fare di piu', si deve impedire che queste cose possano succedere dentro al Cassero". Detto questo, però, non bisogna "generalizzare", aggiunge Merola: "Vedo che c'è chi chiede di bruciare convenzioni o cose di questo tipo", ma "le responsabilità sono sempre penali e individuali". Merola lancia dunque una sorta di ultimatum: "Davvero basta. Perchè quando il sindaco di Bologna parla per difendere i diritti dei gay, lo fa perchè pensa che sia giusto farlo e si aspetta dal movimento dei gay che ci sia il rispetto di tutti gli altri, a partire dai sentimenti religiosi. Altrimenti non si puo' chiedere solidarietà alla comunità bolognese."

DA FORZA NUOVA AI GRILLINI, CROCIATA CONTRO IL CASSERO. Oltre che Fi e Ncd, diverse le altre forze politiche che si sono scagliate già dalla prima ora contro il Cassero. Le foto sono infatti indigeste anche per Forza Nuova che l'ha diffusa assieme ad un comunicato stampa: "E' sufficiente una breve consultazione sulla pagina Facebook del Cassero e piu' precisamente al post che fa riferimento alla serata in questione per rendersi conto che i soldi pubblici di cui usufruisce" il Cassero "vengono spesi per sponsorizzare serate all'insegna della piu' becera blasfemia e del piu' spudorato vilipendio alla religione cristiana".

Sul piede di guerra anche i grillini, che sono arrivati a chiedere le dimissioni del presidente dell'arcigay. "Sostengo pubblicamente da sempre tutte le battaglie per il riconoscimento dei diritti civili agli omosessuali - così Max Bugani -  Credo però che da quando il presidente dell'arcigay si chiama Vincenzo Branà, le battaglie da me condivise e ultra legittime si stiano incagliando in una gestione sciocca e sensazionalistica che non aiuta in alcun modo al raggiungimento dello scopo. Vedo che molti colleghi stanno chiedendo a gran voce la sospensione dei finanziamenti comunali al cassero, io invece chiedo le dimissioni immediate di Vincenzo Branà.  Io non mi scandalizzo davanti alle immagini della serata "venerdì credici", ma parlo da amico di tante persone omosessuali che sentono a mio avviso giustamente le loro battaglie svilite e depotenziate  da queste goliardate. L'arcigay, per il suo grande valore sociale e culturale, merita di essere rappresentato e guidato da persone di grande spessore che sappiano onorare quel ruolo".

Anche la Lega aveva ieri colto la 'palla al balzo'. "Scadrà il prossimo 10 maggio la convenzione tra il Comune di Bologna e l'Associazione arcigay il Cassero per la gestione dell'immobile ex Salara di Via Don Minzoni 18 (688mq concessi gratuitamente naturalmente) e proprio prima di quella data, chiederò al Sindaco di prendere posizione e decidere di non rinnovarla - così ha ieri annunciato Lucia Borgonzoni, consigliera comunale in quota al Carroccio, per la quale -  Non si può rinnovare una convenzione (concessa con l'obiettivo principale di promuovere la cultura, i diritti e le libertà civili delle persone omosessuali) per poi organizzare eventi che offendono la fede o l'intimità di altri individui".

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